<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

	<!-- RSS feed defaults -->
	<channel>
		<title>Sportreview Feed</title>
		<link>https://www.sportreview.it/partite-2014-15/roma-genoa-2-0</link>
		<description>Sportreview - Vivi lo sport nel modo giusto!</description>
		<lastBuildDate>Mon, 23 Jun 2025 10:46:34 +0000</lastBuildDate>
		<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<atom:link href="https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/roma-genoa-2-0/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />

		<!-- Feed Logo (optional) -->
		<image>
			<url>https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2017/06/logo-sportreview-png-300x142.png</url>
			<title>
				Sportreview Feed
			</title>
			<link>https://www.sportreview.it/partite-2014-15/roma-genoa-2-0</link>
		</image>

		<generator>https://wordpress.org/?v=6.5.8</generator>

		<!-- Start loop -->
		
		<item>
			<title>Roma-Genoa 2-0 &#124; Le tre risorse dei giallorossi</title>
			<link>https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/roma-genoa-2-0</link>
			<guid isPermaLink="false">http://www.sportreview.it/?p=9378</guid>
			 <category>STORIE DI CALCIO</category> 			<dc:creator></dc:creator>
			<image>
				<url>https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/05/roma-genoa-696x385.jpg</url>
			</image>
			<pubDate>Sun, 03 May 2015 14:21:01 +0000</pubDate>
			<!-- Echo content and related posts -->
			<description>
				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/05/roma-genoa-696x385.jpg" /> <br /> <h2>Doumbia e Florenzi decidono Roma-Genoa</h2>
<p>Sul finire di stagione, quando l’estetica può anche essere abbandonata a favore della concretezza che decide la classifica, non è il caso di guardare troppo ai particolari. A maggior ragione quando capita di giocare alle ore 12.30, con il primo vero caldo che ha obbligato Roma e Genoa a muoversi sul manto erboso dell’Olimpico sotto la cappa di 30 gradi percepiti. Eppure, il 2-0 a favore dei giallorossi non è solo apparso motivato dall’andamento della gara, con una rete poco dopo la mezzora che ha consentito ai padroni di casa una gestione tranquilla. <strong>C’è qualcosa di più nella vittoria di Garcia: la capacità di estrarre il massimo in un momento difficile</strong>. Esattamente ciò che non era riuscito in precedenza, quando per troppe volte la Roma si è vista tradita nel rapporto tra sforzi fatti e risultati conseguiti.</p>
<p>Se stavolta le cose sono andate per il verso giusto è anche perché<strong> le riserve d’energia vengono bene utilizzate, senza dispendi inutili</strong>. Non è solo una questione fisica. E’ soprattutto mentale. Quel possesso palla continuo, quella ragnatela di passaggi che aveva costituito la base della passata annata, oggi non sono più riproponibili. La Roma è intelligente nell’affidarsi allo spirito, oltre che alla gambe, dei giocatori che più la possono trascinare. E se Gervinho ormai vive un’involuzione accertata, così come Nainggolan è il consueto punto di riferimento in entrambe le fasi di gioco, <strong>le risorse da valorizzare in questo momento sono tre</strong>.</p>
<p>In primis, colui che ha incorniciato la gara con due scene molto simili: <strong>Florenzi</strong>. Anima della squadra, il ragazzo inizia la gara avventurandosi in uno scatto con ben due tunnel consecutivi per accendere pubblico e compagni, in un momento nel quale gli ospiti dimostrano ordine e una certa sicurezza nel palleggio (elementi che dureranno solo 20 minuti). All’ultimo minuto, è sempre lui ad andare a fare pressing, propedeutico per una cavalcata di 60 metri conclusa da un destro sotto la traversa. <strong>Non è la prima volta che Florenzi appare come il più resistente</strong>. Se ci aggiunge anche questa decisività non può che risultare fondamentale nella corsa al secondo posto.</p>
<p>E poi c’è <strong>Doumbia</strong>. Da oggetto misterioso a mistero svelato: troppi problemi fisici e prodotto di mercato sbagliato, questo era il verdetto. Tra Sassuolo e Genoa si sblocca e la rete che apre la domenica capitolina è un pezzo di autentica bravura, già solo per la rapidità d’esecuzione con la quale condanna l’errato controllo del pasticcione Roncaglia. <strong>La Roma ha bisogno di un bomber anche per uscire dal dibattito Totti si-Totti no-Totti quando</strong> e concentrarsi fortemente sul presente, non cascando nella facile trappola di pensare alle occasioni perdute o a un futuro che va conquistato e precisato.</p>
<p>La vera sorpresa è però <strong>Ibarbo</strong>. Schierato nel 4-4-2, ha ricordato per generosità e soprattutto applicazione una fenomenale prestazione fatta ai tempi del Cagliari proprio contro la Roma. I compagni hanno avuto il merito di capire che è <strong>attraverso lui che oggi la manovra trova respiro, estro, continuità e finanche la giusta dose di combattività</strong>. Una scelta quella di Garcia che ha equilibrato la squadra, togliendo quella patina di presuntuosa autosufficienza che oggi è incarnata in particolare in Pjanic, lontano dai suoi standard di rendimento e da quell’utilità tattica che è stata determinante per vivere i giorni migliori.</p>
<br /><a href="https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/roma-genoa-2-0">Leggi su Sportreview.com</a><br /><br />]]>
			</description>
		</item>

				<!-- End loop -->
	</channel>
</rss>
