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			<title>Quando scappa il gomito. Tassotti, Luis Enrique e le 8 giornate</title>
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			 <category>STORIE DI CALCIO</category> 			<dc:creator></dc:creator>
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			<pubDate>Thu, 29 May 2014 12:31:54 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2014/05/tassotti-1994-696x385.png" /> <br /> <h2 style="text-align: justify;">1994, ultimi secondi di Italia-Spagna. Mauro Tassotti colpisce Luis Enrique. L’arbitro non vede. La prova tv sì. E nasce una squalifica record</h2>
<p style="text-align: justify;">Ci hanno messo 17 anni per fare la pace. Perché il calcio sa coltivare i rancori e quello di Luis Enrique è durato tanto. Forse perché quella gomitata che gli rifilò Mauro <strong>Tassotti</strong> gli spaccò il naso, ma fu un colpo inferto soprattutto all’anima. La Spagna stava perdendo 2-1, quel gesto esageratamente cattivo dell’azzurro avrebbe potuto determinare un rigore, la conseguente espulsione e più che probabili tempi supplementari con l’Italia costretta all’inferiorità numerica. Non deve essere il massimo vedersi il sangue addosso e la valigia pronta per tornare in patria. A 24 anni ti deve sembrare insopportabile che un giocatore di 10 anni più anziano utilizzi questi mezzi per farti fuori. E, quindi, non vuoi proprio più sapere di lui.<br />
Così, nessun stupore che i due si ritrovino una volta negli Stati Uniti e che <span style="color: #3366ff;"><a title="tassotti contro luis enrique" href="http://www.corriere.it/sport/11_ottobre_28/quella-gomitata-a-luis-enrique-ero-pentito-un-minuto-dopo-alberto-costa_ae9d74a6-013c-11e1-994a-3eab7f8785af.shtml" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">Luis Enrique</span></a></span> non accetti le scuse del milanista. Poi, però, quando c’è Roma-Milan nel 2011-12 e i due sono due allenatori (l’uno grande promessa che non sta benissimo, l’altro vice che vuole restare tale), la stretta di mano arriva. Anche se <strong>Tassotti</strong> l’aveva capita quella rabbia, giustificando l’accaduto così, a tanti anni di distanza: “Non potrai mai sapere come andrà a finire un&#8217;entrata su un avversario. Di sicuro non c&#8217;era premeditazione, è stata una cosa istintiva. Cercavo di guadagnare una posizione in area, ricordo che il finale di quella partita era concitato, gli spagnoli volevano il pareggio a tutti i costi. Mi sono sentito tenere per la maglia e ho allargato il braccio”.<br />
Ma col senno di poi, quel gomito cattivo e quella squalifica record di 8 giornate, è tutta colpa di <span style="color: #3366ff;"><a title="ARRIGO SACCHI: un aneddoto su Italia Irlanda USA ’94" href="https://www.sportreview.it/calcio/storie-di-calcio/arrigo-sacchi-racconta-un-retroscena-di-italia-irlanda-usa-94" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">Arrigo Sacchi</span></a></span>. Fu lui a convocare a sorpresa <strong>Tassotti</strong> per la spedizione americana. E il terzino milanista la raccontò così, vent’anni fa, quell’improvvisa chiamata: “A inizio stagione i giornali non mi mettevano fra i titolari del Milan, figurarsi in nazionale. Questo Mondiale lo prendo come un risarcimento: per anni ho giocato bene, ma il modulo della nazionale non prevedeva un difensore come me. Adesso, invece, è il contrario: non sono tanti i difensori che Sacchi può inserire nel suo gioco senza timori. Così è restato a casa Ferrara, che è fortissimo ma paga la scarsa abitudine alla zona”. Oltre al cul de Sac di quell’edizione Mondiale, quindi, è giusto rivalutare anche il gomito, anche perché <strong>Tassotti</strong> rivelò che il Ct non gli disse nulla a fine partita, neanche un rimprovero. Per la serie: la semifinale giustifica i mezzi…</p>
<br /><a href="https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/quando-scappa-gomito-tassotti-luis-enrique">Leggi su Sportreview.com</a><br /><br />]]>
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