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			<title>Perché Inzaghi resta al suo posto</title>
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			 <category>STORIE DI CALCIO</category> 			<dc:creator></dc:creator>
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			<pubDate>Wed, 28 Jan 2015 12:10:33 +0000</pubDate>
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				<![CDATA[<img src="https://www.sportreview.it/wp-content/uploads/2015/01/inzaghi_milan_panchina-696x385.jpg" /> <br /> <h2>Momento difficile per Pippo Inzaghi sulla panchina del Milan ma finora non è un Ciro Ferrara bis</h2>
<p>Più che l’avvicendamento della scorsa stagione, con l’accantonamento di <strong>Massimiliano Allegri</strong> e l’arrivo in pompa magna dell’esordiente <strong>Clarence Seedorf</strong>, non è improbabile che sulla <strong>permanenza di Pippo Inzaghi sulla panchina del Milan</strong> stiano contando almeno quattro considerazioni: chi è che decide (ovvero: chi comanda realmente in società e – di conseguenza – quale minima prospettiva può indicare per il prossimo futuro); la consapevolezza che le grandi o presunte tali non sono facilmente aggiustabili a questo punto della stagione; il senso di protezione nei confronti di una bandiera che i tifosi continuano ad amare; infine, il dubbio che i cambi di panchina servano a poco, se non a costruire alibi per i giocatori.</p>
<p>Ricordate <strong>Ciro Ferrara nella stagione 2009-10 con la Juventus</strong>? Un ottimo inizio (anche più convincente di quello del <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" title="Inzaghi: la ricerca della felicità dei tempi di Leonardo" href="https://www.sportreview.it/calcio-oggi/inzaghi-la-ricerca-della-felicita-ai-tempi-di-leonardo" target="_blank">Milan di Inzaghi</a></strong></span>); anche una certa qualità di gioco e soprattutto un’idea tattica coerentemente perseguita (il rombo con <strong>Diego</strong> vertice alto, mentre oggi per quanto riguarda il mister rossonero è evidente come <strong>si discuta molto poco mediaticamente delle sue scelte</strong>, il che è sintomatico di come non sia riuscito ad attecchire “culturalmente” nel panorama odierno con una propria idea); infine, l’<strong>esonero proprio di questi tempi scattato con l’eliminazione in Coppa Italia</strong> da parte dell’Inter a San Siro. Cosa che Inzaghi ha scongiurato e – probabilmente – la circostanza che il calendario metta il <strong>Parma</strong> domenica sera da affrontare in casa può senza dubbio allungare la vita.</p>
<p><strong>Allegri venne allontanato da Milanello</strong> con la squadra nella parte destra della classifica. <strong>Seedorf riuscì a riposizionarla più in alto</strong>, non quanto bastasse però per centrare l’obiettivo minimo della qualificazione in <strong>Europa League</strong>. Perciò non è probabilmente un azzardo, a meno di una caduta libera, pensare che con la dovuta calma Inzaghi possa anche far crescere la squadra e riposizionarla più in alto, anche se continuare a parlare di terzo posto quando si ha un -10 dal Napoli è solo un’illusione che rischia ancor più di depauperare le energie. E poi, appunto, c’è l’esempio di Ciro Ferrara: <strong>la Juve non si risollevò per nulla</strong>, nonostante qualche iniziale spasmo di vitalità. Perché non c’è niente di peggio e di più difficile per un club titolato che doversi necessariamente concentrare su obiettivi in scala ridotta.</p>
<p>Laicamente, fuori dagli <strong>strepiti della piazza reale e social</strong> che pretende quasi sempre la testa dell’allenatore, è interessante fare i conti con la stagione in corso. In ordine di esonero, ecco il bilancio finora maturato.</p>
<ol>
<li>Il <strong>cambio Corini-Maran al Chievo</strong> non ha portato nessun miglioramento: terzultimo era, terzultimo è il club veronese.</li>
<li><strong>Mazzarri</strong> ha lasciato l’Inter a -5 dalla zona Champions. <strong>Mancini</strong>, con tutti i colpi di mercato, si trova esattamente al doppio: -10.</li>
<li>Il <strong>Cesena con Bisoli</strong> era penultimo. Con <strong>Di Carlo</strong> idem.</li>
<li>Bene, invece, a <strong>Cagliari</strong>. Nonostante l’esordio shock a Palermo, <strong>Zola</strong> ha risollevato i sardi portandoli per ora fuori dalla serie B virtuale.</li>
</ol>
<p>Il responso finale è: <strong>tre cambi “inutili, uno positivo</strong>. C’è da riflettere, se i presidenti ne avessero voglia.</p>
<br /><a href="https://www.sportreview.it/storie-di-calcio/perche-inzaghi-resta-al-suo-posto">Leggi su Sportreview.com</a><br /><br />]]>
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