L’eroe per caso di questo turno di Serie A è M’Baye Niang. Raccontiamo le gesta del protagonista della quattordicesima giornata di campionato, come nostro solito, attraverso la tecnica delle 5W

 

CHI

M’Baye Niang, nato a Meulan-en-Yvelines il 19 dicembre del 1994.

Professione: Attaccante

Caratteristiche: Possiede ottime doti atletiche abbinate ad una buona tecnica individuale. Può essere impiegato sia come come seconda punta che come esterno in un attacco a tre.

Storia: Nato da genitori senegalesi, M’Baye Niang è cresciuto a Les Mureaux nell’Yvelines, non lontano da Parigi. “In questo club non abbiamo mai visto un calciatore come lui” parola di Philippe Tranchant, allenatore di Niang nelle giovanili del Caen. Inizia la carriera da professionista proprio lì, in cui si mette in mostra per le proprie qualità tecniche e per un carattere a dir poco fumantino. “Non paragonatemi a Balotelli disse il giovane francese nel giorno della presentazione a Milanello. Colore della pelle, fisico imponente, cresta alla “SuperMario” e atteggiamento strafottente, l’accostamento col bad boy italiano è inevitabile. È un pupillo di Ariedo Braida, il primo ad innamorarsi del giovane francese e a convincere Adriano Galliani a portarlo in rossonero spiazzando la concorrenza di mezza Europa. C’è chi matura prima, chi dopo o chi probabilmente non matura mai: ricordate la storia di Niang sorpreso e fermato dai vigili senza patente, spacciandosi per il proprio compagno di squadra Bakaye Traorè? Oppure l’episodio di quando in ritiro con l’under 21 francese scappò senza ragioni di alcun tipo per fare una serata in discoteca? Sono ragazzi… Niang era giovane, anzi è giovane. Ha bisogno solo di giocare e crescere, di essere protetto e coccolato, di avere fiducia attorno a lui. “Non è male ma non segna mai, non sarà mai uno da Milan”. Questa era l’opinione comune di tanti tifosi del Diavolo, soprattutto dopo quel giorno al Camp Nou dove, lanciato titolare a sorpresa da Allegri, solo davanti al portiere blaugrana colpì incredibilmente il palo. Probabilmente se quel tiro fosse entrato staremmo parlando di una storia diversa. Nel dicembre 2013 Milan e Montpellier trovano l’accordo per il prestito di Niang alla squadra francese fino al termine della stagione 2013-2014 con diritto di riscatto. Il calciatore di origini senegalesi debutta e segna il primo gol dal dischetto, il 5 gennaio 2014, in occasione dell’incontro di Coppa di Francia vinto per 2-0 contro il Rodez. Con i francesi realizzerà altri 4 gol in campionato e sarà protagonista di un altro incidente stradale, questa volta in possesso della patente e alla guida della sua Ferrari 458 Spider. Condannato a 18 mesi con la condizionale, Niang torna a Milanello. Così piccolo e così bravo a far parlare di sé: Il 1º agosto 2013 il CT della Nazionale senegalese Alain Giresse annuncia che Niang avrebbe accettato la convocazione della selezione africana, con il calciatore che compare anche nella lista ufficiale della Federazione calcistica del Senegal in vista del match amichevole contro lo Zambia del 14 agosto seguente.Il giorno dopo, però, il suo agente Mino Raiola smentisce il tutto, affermando che Niang non giocherà con la Nazionale senegalese. Ad inizio 2014 con Filippo Inzaghi sulla panchina dei rossoneri trova poco il campo, così da convincere lui e la società a trovargli una squadra nel mercato invernale. Il 21 gennaio 2015 si trasferisce al Genoa con la formula del prestito. In Liguria il francese trova l’ambiente ideale, gioca finalmente da attaccante puro ma soprattutto mette a segno le prime marcature in Serie A. Dopo 5 goal all’attivo in 14 presenze, torna a Milano e rinnova il suo contratto fino al 30 giugno 2019. ll 5 agosto 2015 durante un’amichevole con il Bayern Monaco, rimedia una frattura del quinto osso metatarsale del piede destro, che lo costringe a uno stop di tre mesi. Da qui in poi è tutta un’altra storia, storia recente e di un giocatore sempre più in ascesa.

DOVE

Allo Stadio San Siro, chiamato così per il nome del quartiere milanese in cui è situato. È intitolato dal 1980 a Giuseppe Meazza, uno dei più grandi calciatori italiani che ha indossato le maglie di Inter e Milan. È denominato anche “La Scala del Calcio” per il suo prestigio e l’importanza degli eventi a cui si assiste.

QUANDO

Sabato 28 novembre, quattordicesima giornata di Serie A. Nell’anticipo serale si affrontano Milan e Sampdoria. I rossoneri, reduci dalla sconfitta allo Juventus Stadium, cercano la quinta vittoria tra le mura amiche mentre gli ospiti, sperano in un cambio di rotta repentino e confidano nel neo allenatore Montella, alla seconda panchina stagionale coi blucerchiati, per trovare i primi punti sotto la sua gestione.

COME

Milan e Sampdoria, semplicemente l’antitesi. La prima determinata, sciolta e alla miglior partita della stagione, la seconda disattenta, imballata e alla peggior partita della stagione. Sinisa Mihajlovic si affida al 4-4-2 con Niang affianco a Bacca preferito ad un Luiz Adriano non al meglio, per via di alcuni problemi al collo giunti in settimana. Sarà la mossa vincente. L’attaccante francese è ovunque ed il pubblico rossonero stenta quasi a riconoscerlo. Bello da vedere, dannato e sorprendentemente concreto sia nelle giocate che sotto porta. Apre le danze il solito Jack Bonaventura con un perfetto piattone a porta sguarnita su ottimo suggerimento dal fondo di uno strepitoso Niang. Fallo su Bonaventura al 38esimo e rigore per il Milan. Tira Bacca? No, sul dischetto va Niang. Il francese è impeccabile dal dischetto e realizza il goal del raddoppio. Nella ripresa il copione è simile con una Samp impaurita ed assente ed un Milan voglioso ed efficace. Ad inizio secondo tempo arriva subito il 3-0 con errore imperdonabile di Viviano coi piedi che invita a nozze Niang davanti alla porta: la punta di origini senegalesi è freddo ed insacca. Per poco non segna anche di tacco ma forse meglio così, San Siro non avrebbe probabilmente retto a cotanta bellezza. Poker di Luiz Adriano e goal della bandiera su rigore di Eder suggellano il risultato sul 4-1.

PERCHE’

Perché è l’uomo che non ti aspetti, dal bad boy al goleador in grado di risolvere quasi da solo una partita. È un Milan diverso, più attento e quadrato con il francese in campo: bello da vedere nelle sue sgroppate palla al piede, imprendibile sul campo in velocità e concreto a tu per tu col portiere. A tutto questo aggiungiamoci una buona tecnica di base ed un pubblico letteralmente in visibilio per lui. Sono i primi goal in rossonero del francese in campionato, ad oggi era riuscito a buttarla dentro solamente in Coppa Italia contro la Reggina nella stagione 2012-2013. In un solo colpo due reti, tre punti ed una fiducia ritrovata. Colpi da potenziale fuoriclasse, non ancora trascinatore ma comunque in grado di cambiare gli equilibri del match anche dal primo minuto e non solo da subentrato. Balotelli e Niang, i gemelli diversi: vai a vedere che aspettando la maturazione di “SuperMario” esploda a sorpresa e sottotraccia il secondo? Lo scopriremo solo vivendo.

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