Dopo 17 giornate di campionato, una fotografia circa l’identità di alcune squadre di Serie A

In vista dello sprint finale che nel giro di 4 giorni determinerà chi sarà campione d’inverno proponiamo una ricerca su qualche voce statistica di particolare importanza delle squadre di Serie A. Perchè è partendo da qui che si giocherà la sfida nel girone di ritorno, su chi riuscirà a confermare quanto di buono ha già espresso e quanto invece va modificato in tempi rapidi.

1) Il possesso palla è viola

Si fa un gran dibattere su una delle dimensioni che più viene discussa nei post-partita, spesso dagli stessi allenatori per proporre l’idea che la propria squadra abbia comunque condotto l’iniziativa più dell’avversario e – conseguentemente – meritasse di più. In realtà non sempre le due cose coincidono, non necessariamente avere il pallone tra i piedi è un segno di funzionamento, però è lapalissiano che denoti comunque un principio di sicurezza nel palleggio che non va trascurato. A riprova di ciò, rispetto allo scorso campionato colpisce il calo della Roma di Garcia, il cui centrocampo – almeno per ora – non sembra più in grado di proporre quella ragnatela di passaggi corti che dimostrava grande proprietà tecniche. All’opposto, la tradizionale mentalità spagnoleggiante della Fiorentina di Montella si è rafforzata con Paulo Sousa (rischiando talvolta l’eccesso di compiacimento) mentre il Napoli di Sarri, squadra impostata sulla ricerca efficace della profondità, gestisce molto meglio di prima le situazioni di possesso, con un Jorginho rfiorito (giusto in calo nell’ultimo periodo) e un Allan prezioso nel regolare i tempi di gioco.

2) Pensare in avanti

Prescindendo dalla sconfitta con la Lazio, l’Inter capolista consente al suo popolo qualche legittimo pensiero tricolore. Colpisce però come la sua solidità difensiva (è la squadra che ha concluso il maggior numero di partite con la porta inviolata) non sia disgiunta da una totale rarefazione delle giocate in verticale rispetto a quella dell’anno scorso (che però non raccoglieva punti, sprecando il volume di gioco che proponeva). Un plauso va all’Empoli. Ad accomunare la gestione Sarri con quella di Giampaolo non c’è solo la continuità dei risultati, con una classifica persino migliorata di ben 9 punti. Il filo comune è la proposta di un calcio che esalta la dimensione offensiva ed il coraggio, con l’asse Saponara-Maccarone che sta funzionando splendidamente.

3) Le big che tirano di più

Il Napoli, la Fiorentina e la Juventus avevano chiuso il campionato 2014-15 come le squadre che concludevano più in porta. In questa prima parte della stagione hanno addirittura incrementato la loro produzione offensiva e l’ultimo periodo, con le 7 vittorie consecutive, fa pensare che i bianconeri possano incrementare la raccolta di gol e aspirare a diventare il miglior attacco, anche se attualmente sono quarti, scontando il ritardo maturato all’inizio. Attenzione alla Roma: a dispetto della crisi dei suoi interpreti, solo Napoli e Juve trovano la porta più di lei. Latita l’Inter, che crea molto di meno (era terza per quantità di occasioni prodotte, adesso è addirittura decima, con Frosinone, Sampdoria o Chievo che costruiscono più di lei). Incredibile l’exploit del Sassuolo di Di Francesco, che per media tiri occupa le ultime 3 posizioni con Bologna e Verona ed invece sogna persino un posto in Europa League (oltre ad avere battuto Juventus e Napoli).

4) La solidità difensiva

Rispetto all’anno scorso, il Napoli riceve un tiro in meno in porta ed è così diventato il reparto arretrato meno battuto dopo quello dell’inter. Se giustamente l’Higuain da una rete a gara merita la copertina, non meno titoli dovrebbero essere dedicati alla rivalutazione totale di Albiol e Koulibaly, due disastri trasformatisi in elementi virtuosi. E’ invece crollata la capacità della Roma di fare barriera, un fattore ancor più preoccupante di quanto oggi i risultati denuncino, a gioco lungo certe mancanze potrebbero compromettere il cammino in campionato. Infine, è stupefacente l’Atalanta. E’ da due anni che la sua difesa concede molto agli avversari, anche se è in via di miglioramento. Però i bergamaschi non pagano prezzi esosi e questo – evidentemente – lo si deve a Marco Sportiello, un portiere che merita attenzione da parte delle big (e magari finirà per scapparci, approdando in qualche lungimirante club straniero).

CONDIVIDI