L’eroe per caso di questo turno di Serie A è Roberto Donadoni. Raccontiamo le gesta del protagonista della undicesima giornata di campionato, come nostro solito, attraverso la tecnica delle 5W

 

CHIRoberto Donadoni, nato a Cisano Bergamasco il 9 settembre 1963.

Professione: Allenatore

Caratteristiche: Il suo modulo preferito è il 4-3-3, schema adottato in più circostanze in carriera con modifiche consistenti sull’interpretazione e i movimenti a seconda degli uomini avuti a disposizione. Da calciatore è così anche da allenatore: schietto ma serio, elegante ma efficace. Vanta numerose esperienze su più panchine nonostante la giovane età.

Storia: La prima esperienza da allenatore arriva nella stagione 2001-2002 al Lecco in C1, anno in cui ottiene un discreto 10° posto. L’anno seguente sale di categoria e passa al Livorno, con cui raggiunge il medesimo piazzamento senza di fatto convincere a sufficienza il presidente Spinelli che non lo conferma. L’esperienza successiva, sulla panchina del Genoa nel 2003-2004, è piuttosto breve con l’esonero avvenuto dopo appena tre giornate in cui non raccoglie neanche un punto. Dopo un periodo di inattività di oltre un anno, nel gennaio 2005 viene richiamato da Spinelli a Livorno per sostituire l’esonerato Franco Colomba. Alla sua prima esperienza da tecnico nella massima serie si piazza al 9º posto in classifica. Confermato alla guida dei toscani anche per la stagione dopo, si dimette e a sorpresa nel febbraio 2006 nonostante la sua squadra si trovi al 5º posto. A seguito delle dimissioni di Marcello Lippi, il 13 luglio 2006 Donadoni viene scelto dal Commissario straordinario della FIGC Guido Rossi e dal vicecommissario straordinario Demetrio Albertini, come nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Il gioco di Donadoni non entusiasma ed anche i risultati non gli danno mai ragione. Al termine degli Europei del 2008, rassegna fallimentare in cui l’Italia non segnerà neanche un goal su azione, viene sollevato dall’incarico. Nel marzo del 2009 viene ingaggiato come allenatore del Napoli in sostituzione di Edy Reja firmando un contratto fino al 2011. Alla prima apparizione sulla panchina azzurra il 15 marzo 2009 nella trasferta contro la Reggina ottiene un misero pareggio per 1-1. Nel campionato 2009-2010 raccoglie 7 punti nelle prime 7 partite e il 6 ottobre 2009 viene rimpiazzato da Walter Mazzarri. Nella sua breve esperienza in Campania, in 19 panchine tra campionato e Coppa Italia raccoglie 5 vittorie, 6 pareggi e 8 sconfitte. Il 15 novembre 2010 subentra a Pierpaolo Bisoli alla guida del Cagliari ottenendo due vittoria di fila ma l’avventura non dura molto per via di alcuni dissidi col presidente Cellino. Nel gennaio del 2012 siede sulla panchina del Parma in sostituzione di Franco Colomba, firmando un contratto fino al 30 giugno 2013. All’esordio ufficiale sulla panchina del Parma batte il Siena di Sannino con il punteggio di 3-1. Alla fine della stagione il Parma si piazza settimo insieme alla Roma e colpisce per pragmatismo e qualità di gioco. Nella stagione del 2013-2014 totalizza un punteggio di 58 punti, guadagnandosi un posto in Europa League poi negato per problemi finanziari. Nella stagione successiva il Parma non riesce a evitare la retrocessione e si classifica all’ultimo posto in campionato per via delle note vicende che vedranno poco più avanti il fallimento finanziario dei gialloblu. Donadoni rimane svincolato, mentre il Parma è costretto a ripartire dalla Serie D.

DOVE – Allo stadio Renato Dall’Ara, intitolato alla memoria di Renato Dall’Ara, presidente del Bologna deceduto tre giorni prima del vittorioso spareggio valido per lo scudetto 1963-64 tra i felsinei stessi e l’Inter.

QUANDODomenica 1 novembre, undicesima giornata di Serie A. Si affrontano Bologna e Atalanta in un match che gli scommettitori più incalliti definirebbero da tripla. I padroni di casa hanno totalizzato appena 6 punti in 10 gare ed hanno assoluto bisogno di un deciso cambio di rotta. Gli ospiti sono reduci dalla vittoria ottenuta in extremis ai danni della Lazio e da un periodo piuttosto positivo sia in termini di risultati che di prestazioni.

COME – Una partenza col botto, così come gli è solito fare, così come successe a Cagliari e Parma. Accade tutto nella ripresa. È un clamoroso errore di Toloi, inserito da Reja al posto di Masiello durante l’intervallo, a regalare a Giaccherini il primo gol della stagione che, con astuzia, infila Sportiello al settimo del secondo tempo. Ora si fa tutto estremamente più semplice: Destro torna al gol, realizzando il 2-0 al 13′ con un tiro a fil di palo deviato dall’incolpevole Paletta. La rete del definitivo 3-0 è la più bella e porta la firma di Franco Brianza che, con uno splendido sinistro da fuori area, trafigge il portiere nerazzurro e mette in cascina tre punti preziosi per la corsa alla salvezza dei felsinei.

PERCHE’ – Sono passati appena quattro giorni dall’esonero di Delio Rossi e oramai a Bologna regna malcontento e preoccupazione viste le recenti comparse in campo. La società ha deciso ed ha dato piena fiducia nella figura di Roberto Donadoni. Non si può più sbagliare, c’è un bisogno disperato di punti per evitare di accrescere ancora di più le convinzioni dei tifosi su quella parolina tanto lungo quanto impronunciabile: retrocessione. La squadra è unita e si intende quasi alla perfezione in campo, questo Bologna sembra conoscere i dettami del nuovo mister da tempo. Un 3-0 pesante che dà morale non solo per aver finalmente smosso la classifica e dato la seconda vittoria stagionale, ma anche per la portata della prestazione, special mondo nel secondo tempo. Un successo importante perché avvenuto all’esordio e convincendo, ricordando a tanti sprovveduti quanto sia in gamba Donadoni, allenatore spesso dimenticato nel listone della spesa dei grandi club. Troppo normale forse, tanto serio quanto preciso, esageratamente ordinario. Probabilmente è preferibile tacere perché d’altronde, citando quanto disse l’attuale tecnico rossoblu qualche anno fa, è meglio essere padrone dei propri silenzi che schiavo delle proprie parole. Buona fortuna Roberto!

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