L’eroe per caso di questo ottavo turno di Serie A è Daniele De Rossi. Raccontiamo la storia e le gesta del protagonista della settimana attraverso la tecnica delle 5W

CHIDaniele De Rossi, nato ad Ostia il 24 luglio 1983.

Professione: Mediano

Caratteristiche: Centrocampista di grande temperamento e forza fisica, possiede un gran senso della posizione e piedi buoni. In campo è un autentico leader, quasi un allenatore aggiunto per i propri compagni di squadra. All’occorrenza viene impiegato anche come difensore centrale.

Storia: Inizia a giocare nel settore giovanile dell’Ostiamare come terzino salvo poi avanzare il proprio raggio d’azione nel giro di poco tempo. A 9 anni riceve la prima chiamata della Roma, squadra di cui è tifoso, ma rifiuta per rimanere con i suoi compagni di squadra. A 11-12 anni, invece, decide di aggregarsi al club capitolino, squadra in cui il padre Alberto è l’allenatore della primavera. Le sue ottime prestazioni sono sotto gli occhi di tutti e diventa ben presto un elemento importante della rosa giovanile. Nel 2001 arrivano le prime convocazioni in prima squadra senza però che scenda mai in campo in quella che sarà la stagione dell’ultimo scudetto giallorosso. Fabio Capello lo fa esordire tra i professionisti il 30 ottobre 2001, a soli 18 anni, facendolo entrare al posto di Tomić nel secondo tempo della partita di Champions League contro l’Anderlecht. Nella stagione di esordio tra i “grandi” viene impiegato anche in 3 gare di Coppa Italia destando buone impressioni. La stagione successiva, il 25 gennaio 2003, a 19 anni esordisce in Serie A nell’incontro che vede la Roma uscire sconfitta dal Como. Il 10 maggio viene schierato da titolare per la prima volta e, fatalità del destino, realizza il suo primo gol nella massima serie ai danni del Torino. Nel 2004-2005 diventa titolare inamovibile e, dopo l’addio di Cristian Chivu, decide di indossare la maglia numero 4. Disputa una splendida stagione tanto che Real Madrid e Manchester Utd farebbero carte false pur di accaparrarselo ma al cuore non si comanda. Decide di restare a casa sua, resta a Roma. Il 15 marzo 2006, nella partita di Coppa UEFA contro il Middlesbrough, Luciano Spalletti gli concede l’onore di indossare per la prima volta la fascia di capitano. Da lì a poco verrà definito “Capitan futuro” dal giornalista Tonino Cagnucci. Dalla stagione successiva, De Rossi decide di indossare la maglia numero 16 con la quale vincerà la sua prima Coppa Italia. Nella stagione 2007-2008, allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano, realizza dal dischetto la rete che consente ai giallorossi di trionfare a Milano nella Supercoppa italiana: l’Inter viene battuta sul proprio terreno per 1-0. Segna il suo primo gol in un derby l’11 aprile 2009 in un Lazio-Roma terminato 4-2. Al termine della stagione, la squadra si classifica in sesta posizione in Serie A, mentre in Coppa Italia il cammino della Roma termina ai quarti di finale. L’anno dopo, anche dopo il passaggio di consegne tra Spalletti e Ranieri, De Rossi continua ad essere un punto di riferimento. Il 4 febbraio 2011 viene eletto miglior atleta italiano dell’anno 2010 assieme alla nuotatrice Federica Pellegrini dall’Associazione Stampa Estera in Italia. Con l’arrivo della proprietà americana nella stagione 2011-2012, “Capitan futuro” non offre prestazioni degne di nota ma, nonostante ciò, gli viene prolungato ugualmente il contratto a suon di milioni pur di respingere la serrata corte del Manchester City. L’anno successivo incontra innumerevoli difficoltà per via di un rapporto non propriamente idilliaco con Zdenek Zeman che gli preferisce Tachtsidis nel ruolo davanti alla difesa. La stagione 2013-2014 vede l’arrivo sulla panchina della Roma di Rudi Garcia, il quale dichiara sin da subito la titolarità di De Rossi nella sua squadra. Al primo impegno della stagione 2013-2014, il 25 agosto 2013, nel primo match stagionale a Livorno, torna al gol con la maglia giallorossa, dopo un digiuno di oltre 15 mesi (l’ultimo sigillo il 13 maggio 2012 a Cesena), sbloccando la partita al 65′ con un destro dai venti metri. La seconda stagione con il tecnico francese in panchina coincide con il ritorno della Roma in UEFA Champions League dopo tre anni ed un ennesimo secondo posto in campionato.

DOVE – Allo Stadio Olimpico di Roma, senza però il supporto della curva sud, vuota per le note proteste dei tifosi giallorossi.

QUANDOSabato 17 ottobre. Siamo all’ottava giornata di Serie A e la Roma affronta l’Empoli nell’anticipo pomeridiano del sabato. I giallorossi senza né Dzeko né Totti cercano la quinta vittoria stagionale mentre gli ospiti, orfani di Saponara e Croce, tentano il colpaccio.

COME – Una giornata particolare iniziata con lo striscione dei tifosi al Colosseo. Poi Daniele De Rossi nel pre-gara con un pizzico di polemica aveva dichiarato: “Ci piacerebbe averli al nostro fianco”. E come dargli torto. Lui è uno abituato a lasciare il segno nei momenti chiave della propria carriera e così è stato anche sabato. Sono appena passati 3 minuti dal goal del momentaneo vantaggio giallorosso di Pjanic su punizione. Lo stesso bosniaco si incarica della battuta del corner e, con la sua classica parabola tesa, trova Daniele De Rossi lasciato solo ed indisturbato a staccare di testa. La palla si deposita in rete alle spalle dell’ex Skorupski, la vittoria è ormai ad un passo. La partita terminerà 3-1 a favore dei giallorossi.

PERCHE’ – Era la partita numero 500 di Daniele De Rossi con la maglia della Roma dopo l’esordio il 30 ottobre del 2001 in Champions League contro i belgi dell’Anderlecht. Il club decide di non onorarlo il giorno stesso della partita per questioni di semplice scaramanzia. Avranno ragione. La festa è doppia perché oltre ai tre preziosissimi punti conquistati, “Capitan futuro” festeggia questo storico traguardo nel modo più bello possibile, con un goal di testa come solo i più grandi bomber d’area di rigore sanno fare. Un’emozione unica e sensazionale, celebrata con l’onore della fascia da capitano al braccio. D’altronde come canta Max Pezzali basta un giorno così.

CONDIVIDI