I granata fanno ampio turn over in vista della gara di Europa League: la Lazio ne approfitta con Felipe Anderson staccando di tre punti il Napoli

La lotta per il secondo e terzo posto diventa sempre più interessante. Merito di una Lazio che sotto lo sguardo del ct della Nazionale Antonio Conte è andata a fare bottino pieno all’Olimpico di Torino. Ventura non abbandona il suo 3 5 2, ma con interpreti diversi. Pesa ovviamente la partita giocata quattro giorni fa a San Pietroburgo contro lo Zenit, ma pesa ancor di più la partita che giovedì sera proprio all’Olimpico di Torino vedrà nuovamente di fronte le due squadre. Il Torino crede all’impresa e quindi fuori Darmian, Glick, Moretti, Molinaro, Gazzi, Quagliarella e Maxi Lopez. Al loro posto l’uruguaiano Gaston Silva largo a sinistra, Jansson, Bovo, Amauri e Martinez e ovviamente Bruno Peres che in Europa League non può giocare. A centrocampo rientra dopo una lunga assenza Basha.

La Lazio, a cui manca solo Candreva per squalifica, inizia meglio cercando di fare gioco, ma i granata chiudono ogni spazio dimostrando come la difesa sia il punto di forza della squadra di Ventura anche in assenza di alcuni big. Felipe Anderson con azioni personali, Klose su qualche palla alta e Mauri con i suoi tagli, cercano invano di trovare spazio nella linea (spesso a 5) difensiva dei granata. L’unica occasione nasce, non a caso, su una mischia conseguente da calcio piazzato, ma Klose in mezzo al traffico non riesce a stoppare e tirare in porta. Mentre i padroni di casa, oltre a controllare e lasciare l’iniziativa alla Lazio cercano di rispondere con delle ripartenze veloci, sfruttando sulle fasce Gaston Silva e Bruno Peres. E proprio in una di queste, Gaston Silva dalla sinistra mette in mezzo un gran pallone, e prima Amauri, poi Martinez sulla difficile respinta di Marchetti, entrambi di testa, sfiorano la rete.

Nella ripresa la partita sembra cambiare completamente quadro tattico. Sono i padroni di casa a cercare di fare la gara, pressando alto e impedendo alla Lazio di impostare da dietro. La contromossa di Pioli è quella di togliere Cataldi in flessione e mette Onazi per cercare di dare più spessore al centrocampo e favorire il recupero palla. Contempoaraneamente esce Mauri per il giovane e veloce Keita. Ventura risponde inserendo Maxi Lopez per Martinez e Darmian per Silva. Alla lunga sulle gambe del Torino inizia a pesare la gara in Russia e la Lazio in ripartenza sfiora un gol clamoroso con Keita che tutto solo riesce a farsi deviare la conclusione da Padelli in calcio d’angolo. Ma sempre con veloci break a metacampo va due volte in gol sempre con Felipe Anderson. Freddo a differenza del compagno, davanti a Padelli. Qualche colpa questa volta deve assumersela anche Ventura che ritardando l’ingresso di Farneraud per un Basha che in preda ai crampi da qualche minuto si limitava a camminare in mezzo al campo, permetteva agli ospiti di colpire con una certa facilità la retroguardia granata. Ora i biancocelesti iniziano a credere alla Champions. E alla penultima di campionato c’è niente meno che il derby di Roma.

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