0-1 a Genova contro la Sampdoria e  certezza matematica: è il quarto scudetto bianconero di fila

La vittoria contro la Sampdoria al Luigi Ferraris di Genova dà la matematica certezza alla Juventus per la conquista del trentatreesimo (trentuno per altri fonti) scudetto, il quarto di fila, il primo con la nuova gestione Allegri. Non poteva esserci partita più simbolica di questo Sampdoria-Juventus per decretare la conquista del tricolore.

Qui nel 1977 la prima Juventus di Trapattoni si aggiudica il primo di una lunga serie di scudetti. Ma è proprio per l’andamento della gara che i 90 minuti di Genova sembrano racchiudere l’intera stagione bianconera e soprattutto il verbo calcistico di Massimiliano Allegri. La squadra, presa in mano dal tecnico livornese il 15 luglio, dopo l’improvviso abbandono di Antonio Conte, si è ritrovata nel corso della stagione a guidare un campionato senza utilizzare gran parte delle caratteristiche tecnico tattiche fortemente volute dal suo predecessore. Questa la prima grande scommessa di Allegri, non rivoluzionare ma ampliare le possibilità della squadra aggiungendo nuovi elementi e trasformando poco a poco il modo di stare in campo e di impostare la gara.

Grande attenzione al possesso palla (sia con il 3 5 2 che con il 4 3 1 2), alla gestione del ritmo gara, alla scelta di accelerare o abbassare i ritmi partita e anche stagionali. La capacità di piazzare il colpo vincente nel momento topico della gara e della stagione, una grande presa di coscienza dei propri mezzi e limiti, la padronanza delle proprie capacità nei momenti topici della stagione, insomma una Juventus cresciuta sul piano tecnico e mentale e in grado di gestire le proprie forze fisiche: conditio sine qua non per la vittoria di quest’anno. La paura di una rosa non in grado di correre ai mille all’ora come negli anni precedenti è stata probabilmente una delle cause del divorzio di Conte.

Tutto ciò lo si è perfettamente visto nella gara di Genova che ha decretato la matematica certezza della vittoria. La Juventus era alla ricerca di un punto, la Sampdoria avrebbe dovuto assolutamente vincere per continuare a cullare il suo sogno di un posto in Europa. I bianconeri hanno padroneggiato la gara con estrema sicurezza seppur privi di alcuni titolari, ma anche questa capacità di fare sentire importante tutta la rosa è stata una delle qualità nell’intera stagione di Massimiliano Allegri.

Passati in vantaggio appena aumentato il ritmo, non hanno mai corso pericoli in una difesa sempre più granitica con il ritorno di Andrea Barzagli. Poco sforzo per ottenere il massimo risultato. Gestione della partita e delle forze in vista della prossima gara di Champions, passaggio dal 4 3 1 2 al 3 5 2 (altro elemento che caratterizza la gara ma anche l’intera stagione) e possesso palla per impedire agli avversari di rientrare in partita. Pochi a luglio non solo avrebbero scommesso sulla vittoria della nuova Juventus, ma chi sperava e pensava in un quarto scudetto di fila, avrebbe scommesso tutto sulla capacità della squadra di continuare a giocare secondo i dettami tattici del vecchio allenatore sotto la semplice gestione del nuovo.

Il capolavoro di Allegri sta proprio qui: nell’avere invece messo una firma indelebile nel nuovo corso juventino, arricchendolo di una serie di elementi che non potevano non avere la loro consacrazione anche nell’ottimo cammino in Europa.

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