Parma-Milan, il film del 4-5 Una gara in 5 scene

Una partita fuori dalla logica, è questo il commento ovvio per un 4-5 alla seconda giornata di campionato (che di solito presenta risultati alquanto bizzarri e ricchi di gol perché la pausa della Nazionale e la metà di settembre determinano gap molto più evidenti di quelli registrati due settimane prima). Parma-Milan è stato un film, come ha entusiasticamente riassunto il cronista di Sky (tanto se uno si fa il pacchetto Calcio finisce per acquistare anche quello Cinema…). Ed effettivamente, tante emozioni così sono rare da riscontrare in una partita, non solo per la cadenza con cui si sono presentate e per l’affollamento sul finale, ma anche per il carattere cinematografico di certe scene.

Si impongono almeno 5 momenti su tutti:

1) Il cowboy Bonaventura. Jack ha talento, è bravissimo a prendersi fallo, sembra talvolta eclissarsi e d’improvviso si accende. Esattamente ciò che fa nel primo gol della gara, che è anche il suo primo da milanista. All’apparenza la sua finta è talmente deragliante che si pensa non possa riprendere la palla. E, invece, non solo segna, ma lo fa anche calciando sporco. Come se in un western cadendo si riuscisse comunque a sparare.

2) Honda, lo schiacciatore. Troppa ironia sul giapponese nella scorsa stagione. La rete del vantaggio rossonero è un’azione talmente perfetta nei sincronismi che lui sembra andare a schiacciare a canestro. Roba fantasy, ma roba forte.

3) Cassano, che te lo dico a fare. Fa un gol, e poi (ecco la logica…) si mette a litigare con Filipe lasciando campo libero a De Jong. Nel grande cinema, una sola scena può riassumere tutto un film. Questo è forse un caso clamoroso in cui si evidenzia persino tutta una filosofia, un modo di essere Cassano.

4) Menez, l’uomo ovunque. Gol, rigori, colpi di tacco e soprattutto botte, ne prende e ne dà. No, non può essere il Menez della Roma o quello del Psg. L’uomo invisibile è diventato un effetto speciale. E dire che al botteghino è costato zero, come un parametro qualsiasi.

5) Diego Lopez, il Conformista. Nella città di Bernardo Bertolucci, sceglie di omaggiare uno dei titoli fortunati del regista comportandosi come si deve, cioè prendendo gol tutte le volte che è possibile. Eccetto una, l’ultima. Lì devia dal percorso e regala un istante di pura magia, facendosi pure male. Come se qualcuno avesse mai osato una parodia di Bernardo Bertolucci. Appunto. Riguardatevi Ultimo tango a Zagarol, è quasi illogico come Parma-Milan

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