2-0 alla Sampdoria e l’accesso ai quarti di Coppa Italia è cosa fatta. Kovacic, Shaqiri e Podolski: prove di convivenza con Icardi

Kovacic, Shaqiri e Podolski: la scommessa di Roberto Mancini per adesso è vinta, visto il 2-0 sulla Sampdoria che consente ai nerazzurri l’approdo ai quarti di Coppa Italia, obiettivo tradizionale del mister già da calciatore, figurarsi adesso che c’è bisogno di regalare un’iniezione di fiducia a un popolo che da un po’ di tempo non festeggia una vittoria. Certo, dal punto di vista dell’allenatore, forse sarebbe stato meglio incontrare un avversario non mutilato dopo 10 minuti dall’espulsione di Kristicic: in una situazione di superiorità numerica non è stato possibile verificare la sostenibilità dell’equilibrio del suo 4-2-3-1 e – per la verità – qualche pericoloso allungamento determinato dagli strappi di Okaka non può lasciare del tutto tranquilli, anche se il Torino prossimo avversario non ha identica verve e capacità di ripartire.

Il merito delle prestazioni individuali certamente conforta. Kovacic si conferma abilissimo nell’accendersi sul primo passo e cerca in ogni maniera di proporre filtranti decisivi, non sempre capiti dagli esterni che fanno ancora fatica a sincronizzarsi negli inserimenti. Podolski non possiede ancora confidenza con la porta, difetta di precisione ma il suo peso specifico come sponda è enorme e la finezza del tocco di suola con il quale ha determinato l’1-0 è da giocatore di consolidata esperienza. Da non trascurare, inoltre, l’apporto in termini caratteriali, il tedesco vuole vincere e non lo dimentica mai all’interno dei 90 minuti (cosa nella quale difetta ancora Kovacic). Quanto a Shaqiri, bello e voluto il gol, bene su punizione, ottimo nel confezionare un morbido assist per la testa di Podolski: ma oltre agli episodi più eclatanti, piace di lui il continuo movimento e il chiedere palla sempre, spesso spalle rivolte alla porta, con un’idea altruistica della manovra, sebbene lo svizzero possieda numeri e personalità per cercare anche soluzioni personali. La sensazione è che Shaqiri abbia bisogno di sentirsi protagonista e che – unico problema – possa eventualmente andare fuori giri quando non vede realizzarsi compiutamente le idee che cerca di mettere in pratica. Possiede però una sensibilità strategica nel suo collocarsi puntuale tra le linee, è tutt’altro che un fantasista anarchico. Prova ne sia che prima della rete che ha sbloccato l’incontro, si è accentrato molto liberando la corsia di destra per D’Ambrosio e capendo molto bene un momento di palese confusione nel quale è entrato Romagnoli.

La vera domanda da soddisfare in tempi rapidi, l’incognita maggiore che se risolta potrebbe permettere un salto di qualità anche per come potrebbe generare entusiasmo, è la convivenza dei tre con Icardi. Che apparentemente ha tutto per farsi esaltare con servizi in profondità, ma è anche sufficientemente pigro per aspettare sui piedi palloni preziosi da chi li sa dare. Sarebbe un paradosso che trovati finalmente rifinitori all’altezza, finisse per smarrirsi un attaccante che magari partirà prima o poi, ma che tra campionato e coppe varie ha già messo a segno 15 gol. Come dire: i Fantastici diventeranno 4?

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