La Juventus batte l’Atalanta e ottiene l’unica cosa che conta, i tre punti. Ma la gara ha detto che…

Così la Juve rispettò il pronostico e con il massimo dei punti possibili potè approcciare l’andata degli ottavi di Champions League senza guardare troppo ai difetti messi anche in mostra contro l’Atalanta anche se diversi da quelli di Cesena. Partita poco spettacolare, ma molto italiana. C’era da attenderselo, con un solo 7 in pagella tra i 22, ovvero quell’Andrea Pirlo di cui tanto si è tornati a dibattere tra gli juventini. Il voto non è solo il risultato del gol capolavoro che a fine primo tempo ha steso gli orobici e un portiere come Sportiello che resta forse nel ruolo la vera rivelazione di questa Serie A. E non è neanche perché Pirlo ha cambiato letteralmente volto e senso anche alla sua partita, tra i migliori senza dubbio nella mediocrità generale della ripresa, dove hanno vinto la lotta e la necessità dei bianconeri di arrivare al traguardo senza subire danni.

No, il motivo è un altro. Osservate con cura come Pirlo scaglia quel fatidico pallone. Non è frontale come contro il Torino, tiro nel quale per sua stessa ammissione il regista della Nazionale ha letteralmente chiuso gli occhi (e magari anche recitato una rapida preghiera). No, questa volta è contro tutte le altre. La palla non è proprio ferma come su calcio di punizione, Pirlo se la aggiusta ma il corpo è messo teoricamente male: con le spalle guarda praticamente la tribuna stampa, così per calciare fa come quei tennisti che infilano il passante di solo polso. Qui soltanto caviglie, tant’è che Pirlo va in aria nella torsione, per evitare che il pallone raggiunga i giornalisti invece che gonfiare la rete. Capolavoro nel capolavoro. Da vedere e rivedere. Lezioni di fisica da ristudiare.

Già abbastanza stimolata dal palo-gol di Migliaccio in apertura e perfino dal gol in mischia di Llorente, quando la palla danza a un metro dalla linea e nessuno sembra più in grado di avere una spanna di specchio di porta nella quale infilarla. Ma a questo in Italia siamo piuttosto abituati. A Pirlo invece mai abbastanza, almeno ancora per questa stagione.

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