Allegri inizia a prendersi il meglio di questa Juve e i segnali sono che questa Juve sta iniziando a prendersi il meglio di lui.

Juventus-Chievo è la prima di ritorno, quanto di più lontano da una partita di cartello. Però ci sono momenti e momenti, e Allegri vince perché non cade nella trappola degli esperimenti. C’è la Coppa Italia mercoledì, volendo, ma per lasciare il segno il tecnico ex Milan sa che comunque portare la decima nella Torino bianconera aiuterebbe, a conti fatti, a mettere da parte quasi definitivamente la lunga ombra di Antonio Conte. Termina 2-0 per Paul Pogba, e va bene, ma termina anche come doveva terminare quando le carte si rimescolano e Allegri dimostra di avere anche il karma giusto per evitare (probabilmente) una parabola come quella che ebbe il “disgraziato” Ancelotti nei due anni e mezzo in bianconero. L’attuale allenatore del Real Madrid si rifece con gli interessi, e visto anche il fatto che la Roma batte soltanto più Empoli e Udinese in modo striminzito è possibile che qui accada l’incrocio contrario. Cioè che Allegri possa andare a prendersi ciò che al Milan gli è stato negato (con rifacimenti di rosa per lo meno discutibili, poi va bene la crisi…).

In pratica, Juve-Chievo parrebbe risolta da due fulminee invenzioni del francese più desiderato al mondo. È vero a metà. Il Chievo fa la sua bella figura, che ovviamente non basta, e il tecnico della Vecchia Signora fa due cambi (Padoin e Lichtsteiner per Evra e Vidal) che sembrano al ribasso, visto che tatticamente si va al 3-5-2 che ridisegna una difesa bianconera mai così imprecisa in stagione, soprattutto nel possesso guidato. Cosa ne esce? Bravura, fortuna, intelligenza o tempismo che sia (una volta la si chiamava lettura della partita) il risultato è che il 2-0 viene da sinistra (cross di Padoin) finalizzato dunque da destra (tap-in di forza dello svizzero). In mezzo c’è stato Pogba, ma la cornice conta almeno quanto il contenuto del quadro. Sono questi i segnali di una liason (Allegri-Juve) della quale in tanti ridevano. E il campionato italiano per la terza volta consecutiva potrebbe davvero diventare una noia.

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