Dopo il successo dell’altra stagione gli spagnoli vincono un’altra coppa, battendo in finale gli ucraini del Dnipro

Non ci aspettavamo una partita del genere. Questo è poco ma sicuro. La finale di Europa League presentava la classica situazione del Davide contro Golia, anche se il Siviglia non è proprio il Golia del calcio attuale (lo è solo dell’Europa League, vincendo stasera la quarta e diventando la detentrice più prolifica del secondo torneo d’Europa), mentre il Dnipro è il classico Davide. Non simpaticissimo, forse, come spesso capita nello sport dove il Davide ha immediatamente i favori di tutti i sostenitori neutrali. Gli ucraini sono molto ben organizzati ma non giocano bene e soprattutto fanno giocare male gli altri. Il Napoli ne sa qualcosa e se in più aggiungiamo i due (soprattutto il primo dell’andata di semifinale) errori arbitrali con cui hanno condannato i partenopei non possono godere dell’incondizionata simpatia che si concede ai meno forti.

Ci si aspettava una partita con il Dnipro chiuso, il Siviglia in costante attacco e la possibilità che con una ripartenza gli uomini di Markevich risolvessero la partita. E al settimo minuto la gara sembra prendere proprio questa piega. Un lancio lungo dalle retrovie finisce sulla testa di Kalinic, bravissimo a spizzarla per il compagno Matheus che la rimette in mezzo dove trova pronto all’appuntamento con il gol di nuovo Kalinic e di nuovo di testa. Il Siviglia si rovescia in avanti e la sensazione è che possa essere una di quelle serate in cui il dio del calcio si diverte a beffare i più forti o è semplicemente distratto e non si accorga che in realtà meriterebbe di più chi sta giocando meglio e chi è più forte: il Siviglia appunto. Il dio del calcio è lì, da qualche parte in tribuna e se la gara sembra stregata fino al ventottesimo, si sblocca improvvisamente con una doppia fiammata spagnola che vede il Siviglia prima raggiungere il pareggio con un tiro in mischia del polacco Krychowiak e tre minuti dopo passare in vantaggio grazie all’attessimo bomber colombiano Bacca.

Sembra tutto finito: come faranno gli ucraini che hanno impostato ovviamente una gara di contenimento riuscire a rimontare? La risposta arriva ad un minuto dal termine del primo tempo: su punizione la parabola di Rotan beffa barriera e portiere spagnolo, chiudendo una prima frazione di gioco splendida, spettacolare e oggettivamente imprevista. La riprersa presenta un copione scontato ma non meno divertente. Si lotta su ogni palla, il Siviglia crea qualche mischia pericolosa, il Dnipro in contropiede dà l’idea di essere più che mai dentro il match. Bacca a dodici minuti dal termine risolve la serata con freddezza battendo il portiere ucraino in uscita, sfruttando un pallone sporco piombato in area dopo un ping pong all’altezza della lunetta.

Il Dnipro cerca di reagire, e adesso diventa decisamente simpatico: i volti da minatori dei suoi giocatori rendono avvincente il finale di gara, anche se l’uscita di campo di Matheus che crolla a terra dopo uno scontro di gioco rende gli ultimi minuti un po’ irreali. Dall’allenatore Emery a Bacca, da Reyes a Vidal saranno molti i giocatori del Siviglia pezzi preziosi del mercato estivo. Gli ucraini torneranno nella loro terra devastata, senza coppa, forse con qualche possibile contratto in arrivo (Konoplianka è un trequartista molto interessante), sicuramente più simpatici. Il dio del calcio speriamo si goda un lungo riposo a Varsavia e non abbia alcuna intenzione di andare a Berlino.

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