Il derby d’Europa League Fiorentina-Roma finisce in pareggio al termine di una gara non esaltante

Ancora un ottavo di finale di Europa League che presenta un derby italiano. Ancora una volta la Fiorentina deve affrontare una squadra italiana a questo punto della competizione. Lo scorso anno fu stata eliminata dalla Juventus. Ora è la Roma a cercare di impedirgli di proseguire il cammino europeo. La prima a Firenze è una partita scialba: rari momenti di intensità e la paura la fa da padrona. Entrambe le squadre presentano formazioni senza big: Gomez e Aquilani per i padroni di casa, Gervinho, Pjanic e Totti per i giallorossi. Il perché è difficile da spiegare trattandosi di una competizione che da quando si chiama Europa League ancora nessuna italiana si è mai avvicinata alla vittoria.

La partita bloccata nei primi minuti si apre grazie ad un erroraccio di De Rossi, sempre più l’ombra di se stesso: palla regalata a Salah che con la sua solita velocità innesca la ripartenza dei viola e serve Ilicic che in corsa batte Skorupski con un bel destro all’incrocio dei pali. Le due squadre si affrontano con schieramenti a specchio, due 4 3 3 che non vedono però i rispettivi attacchi mettere in difficoltà le difese avverarie. De Rossi, infortunatosi proprio in occasione dell’errore sul gol del vantaggio viola e Manolas devono lasciare il campo per Pjanic e Astori, mentre Pizarro lascia il posto sempre per infortunio a Mati Fernandez. Poche occasioni da gol, solo una per l’ex di turno Ljacic che fallisce da buona posizione sparando sopra la traversa una respinta di Neto su conclusione di Florenzi. Ma la Fiorentina sembra giocare meglio graze anche ad un grande pressing che ha sempre la meglio sulla lentezza nella costruzione della manovra da parte dei giocatori di Garcia.

Il secondo tempo sembra essere più vivo, complice anche una Fiorentina che inizia a pagare il grande dispendio fisico della prima ora di gioco (e forse dell’ultimo incredibile mese): pur in vantaggio i padroni di casa lasciano spazio alla Roma per colpire in contropiede. Da una di queste ripartenze Iturbe (sempre comunque oggetto misterioso, almeno per la cifra pagata da Pallotta in estate) supera Neto che in uscita forse tocca la palla, sicuramente le gambe dell’argentino. L’arbitro opta per il rigore e l’ammonizione: così protestano in due, i viola non vogliono il rigore, i giallorossi vorrebbero l’espulsione. Il tempo passa e l’ex Ljacic, incaricato della battuta ha così troppo tempo per pensare.

Neto ritorna ad essere l’idolo della Fiesole, almeno fino a quando forse, firmerà per l’odiata Juventus, e respinge il tiro. Sembra così che la Fiorentina possa portare a casa la vittoria, ma su calcio d’angolo a poco più di dieci minuti dal termine Keita insacca di testa, dopo aver staccato tutto solo, per il gol del meritato 1 a 1. La gara finisce praticamente qui. La reazione della Fiorentina è rabbiosa quanto confusa. Ritorna la paura a farla da padrona. Per la Roma un altro pareggio, ma questo risulta meno amaro dei molti recenti in campionato. All’Olimpico sarà un’altra gara bloccata, non bella, ma pur sempre europea.

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