Dal travagliato trasferimento in Turchia in uscita dall’Inter allo status di uomo che può decidere: per Wesley Sneijder il Galatasaray è diventato il luogo ideale

Wesley Sneijder, dopo l’Inter, è ricordato per quel gol alla Juventus nell’ultima gara del girone Champions League che aprì la crisi di identità di Antonio Conte in bianconero. E’ però ricordato anche perché la Juventus, una volta arrivato Massimiliano Allegri, ha provato a convincerlo a tornare a mettersi in gioco in Serie A dopo un mondiale brasiliano superiore alle aspettative degli addetti ai lavori. Quell’interesse della Vecchia Signora si è trasformato in un rinnovo faraonico e in un bastone del comando con il quale tutti gli allenatori devono fare i conti. Adesso che è arrivata l’estate 2015 l’olandese è il faro e l’orgoglio del club turco in Europa e nel mondo, per questo intende ascoltarlo.

Chi va via, chi può arrivare: si è parlato a ridosso dell’apertura della lunga finestra di mercato dei nomi più disparati, che per il calcio italiano sono soprattutto quelli di Andrea Ranocchia (in un difficilissimo “scambio” con l’Inter con ritorno nello Stivale di Felipe Melo) e Gokhan Inler (con la Fiorentina che ci prova a patto che sia a prezzo di saldo).

E invece Wesley Sneijder è uno che guarda più in su, alle “amicizie”, ai soldoni che il Galatasaray (club di per sé tra i più ricchi d’Europa in assoluto) può candidamente mettere sul piatto soprattutto a livello di ingaggi. Così i nomi sono due, i primi della lista: Robin van Persie e Kevin-Prince Boateng. Il primo ha problemi ormai cronici con lo United ma lo stipendio è di quelli pesanti: sbagliata la scelta (United quando Barcellona e Juventus lo tampinavano) ora tocca fare la scelta dell’ultimo spaccato di carriera. Non sarà facile per lui. Il secondo, invece, ha trovato il modo per farsi licenziare dallo Schalke, ed è ormai l’ombra del calciatore conosciuto nei primi 2 anni di Milan (prima era praticamente uno sconosciuto a determinati livelli). Non sarà più lui, ma la Turchia sotto il punto di vista del comfort e delle motivazioni da stadio può fare miracoli. Parola, appunto, di Wesley Sneijder.

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