Robin Van Persie è un calciatore bello da vedere e completo nelle finalizzazioni.

Si aggiungano poi una qualità di base tutta olandese nel trattare la palla e l’autostima acquisita negli ultimi 5 anni, quando nel bel mezzo della sua avventura all’Arsenal è improvvisamente diventato un giocatore “diverso”, quindi top-player per chi ama le facili definizioni giornalistiche che foraggiano i lettori.

Ma è altrettanto vero che, se esiste un difetto non veniale nel calcio, questo Van Persie se lo deve scrollare di dosso il più in fretta possibile (e stiamo parlando di un calciatore che vanta praticamente una media di 1 gol ogni 2 partite in carriera, tutto incluso). Ossia, non bisogna sbagliare le partite chiave. Dove per sbagliare non si intende sbagliare i gol, ma proprio l’approccio alla partita. Insomma, Van Persie è un calciatore che ha tutto per non essere mai fuori dalla partita, eppure resta un maestro anche nelle prestazioni fantasma. Magari non sono molte, ma sono appunto le partite chiave.

Esiste un’interpretazione da non sottovalutare: Van Persie soffre le pressioni. All’Arsenal ci ha messo un anno e mezzo ad ingranare, si dice che sia succube anche di una moglie-despota (che avrebbe scelto per lui il Manchester United, rifiutato il Manchester City, sognato il Barcellona e tenuto davvero in considerazione la Juventus. Pare che la coppia tra l’altro punti molto forte sul primogenito che promette davvero bene…), nei Red Devils tutto è andato bene fin che c’era quell’enorme parafulmine di nome Alex Ferguson, in Nazionale brilla nelle amichevoli e nei match di cartello quando non sono decisivi (e tutti pensiamo a Olanda-Spagna 5-1, prima partita del girone del mondiale brasiliano, ma contava fino a un certo punto).

Della selezione orange Van Persie è oltretutto il capitano nonostante gente come Snejider e Kuyt abbia sfondato la soglia delle 100 presenze e il talento di Rotterdam sia ancora sotto le novanta. Un gesto forte quello di Louis Van Gaal, forse proprio a testimonianza che quel si chiede oggi a Van Persie non è più di dimostrare il proprio valore ai massimi livelli, ma si assumersi le proprie responsabilità tirando fuori una personalità ancora piuttosto opaca. Anche se un trascinatore molto probabilmente non lo sarà mai.

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