L’ultimo parafulmine del calcio italiano viene dall’Indonesia e fa il presidente dell’Inter.

 

Si chiama Erick Thohir e non ne combina una giusta, tranne le volte in cui ascoltava gli esperti consigli di Massimo Moratti. E quali sarebbero stati questi consigli di Moratti? Secondo il grosso delle opinioni comuni, anche quelle della grande stampa, ne esistono tutta una serie che con il tempo andrebbe rivalutata a dovere.

Primo: caro Thohir, tu vieni da una realtà diversa, fidati di Cambiasso, Zanetti e Milito (cioè coloro che hanno aiutato l’ex presidente a scaricare la sua più grande scommessa del post-Triplete, ovvero Andrea Stramaccioni).

Secondo: caro Thohir, ti consegno una società tecnicamente sana (sul resto, ossia sulle finanze, c’è da augurarsi per lui che l’indonesiano non abbia fatto orecchie da mercante) con Walter Mazzarri che è un tecnico che offre garanzie. Poi si è stufato in scia ai tifosi, sempre oggettivamente troppo condizionanti per lui, vedi i rinnovi a cifre astronomiche di tutti i big del Triplete, anche quelli chiaramente in fase calante di stimoli e di gambe.

Terzo: caro Thohir, non puoi regalare Guarin alla Juventus in cambio di Vucinic. Tradotto: no, con la Juve no, anche se siete già d’accordo su tutto, soprattutto per arrivare a un calciatore richiesto a gran voce e ormai convinto (!?!) dallo stesso Mazzarri a cui era stato detto di poter agire in prima persona. Inciso: le ruggini vengono anche da lì, il primo vero strappo tra presidente onorario e allenatore è di gennaio 2014. Con la dirigenza disorientata costretta a galleggiare nella terra di nessuno e costretta a prendersi i mugugni, le critiche e le risate del caso.

Quarto: caro Thohir, sappi che fin che ci sarò io al tuo fianco potrai dormire sonni tranquilli. Ecco, oggi Thohir magari non dormirà più, delegherà meno, resterà coerente al principio che i soldi a libro paga per i tecnici non debbano sommarsi, e si assumerà in prima persona (anche non volendolo) tutte le responsabilità del caso.

La sua era inizia adesso, con il trittico Cesena-Sampdoria-Parma, e se Mazzarri farà 9 punti sarà comunque sempre “colpa di Thohir” e merito della squadra. In Italia funzionerà così. Anche perché Moratti, anche senza cariche, non resterà mai proprio un Signor Nessuno.

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