I dieci motivi per cui Tevez non è facilmente rimpiazzabile per la Juventus

Due estati fa in pochi si aspettavano un colpo come quello di Marotta e Paratici che sono riusciti a portare per “pochi” milioni di euro Carlitos Tevez a vestire la maglia (e la numero 10 oltretutto) della Juventus. Un top player preso a prezzo di saldo dal Manchester City, dove l’argentino, pur strapagato, giocava poco e litigava con tecnici e compagni e voleva cambiare aria.

La prima destinzione italiana sembrava Milano, sponda rossonera, Galliani-Tevez e manager fotografati insieme al ristorante, ma la non cessione di Pato per questione di cuore, non di Galliani ma di Barbara Berlusconi, fece saltare l’accordo e dopo pochi mesi ecco Carlos vestire la maglia bianconera. Un giocatore dal carattere difficile: così lo avevano descritto, ma la dirigenza della Juventus e i due allenatori che lo hanno avuto in rosa in questi due anni, Conte e Allegri, parlano di un bravissimo ragazzo, affabile, professionista e leader indefesso. Penseranno lo stesso ora?

Tevez ha iniziato a fare le bizze da qualche mese fino a che il tira e molla si potrà risolvere con la partenza del giocatore (non più così affidabile come lo avevano raccontato le cronache degli ultimi due anni) magari per l’Argentina, o meglio per Buenos Aires, meglio ancora, per il quartiere della Boca, dove lo attende la squadra locale del Boca Junior e i tifosi dello stadio Bombonera.

Forse quell’esultanza per il gol contro la Lazio, mimando una gallina e prendendo così in giro l’odiato River Plate, proprio il giorno prima che si giocasse il Superclasico Boca-River, era già un segnale che Tevez la sua scelta l’aveva fatta. Quanto mancherà alla Juventus se il trasferimento al Boca si avverasse? Tanto, tantissimo. Innazitutto perché un giocatore del genere a prezzo di saldo in giro non lo si trova. Insomma il colpo di due anni fa è decisamente difficile da ripetere, per quanto il duo Marotta-Paratici ci abbiano stupito in più di un’occasione.

Ma vediamo nel dettaglio le dieci cose che la Juventus non dimenticherà di Carlitos Tevez. Quindi le caratteristiche che deve avere il possibile sostituto.

1) La numero 10: una maglia pesantissima, quella di Platini, Baggio, ma soprattutto Del Piero. Tevez si è sentito di indossarla subito, difficilmente potranno farlo alti giocatori, che oltre a Platini, Baggio e Del Piero, ora dovranno sentirsi anche la responsabilità di sostituire Tevez stesso. E una squadra senza dieci fa meno paura.

2) La grinta di Carlitos tipica della garra sudamericana è un bene assoluto che ha fatto fare alla Juventus un salto di qualità in Europa e le ha permesso di non avere rivali in Italia. All’estero si gioca con maggiore intensità. Quante volte abbiamo sentito questa frase? Ed è vero: all’estero c’era Carlitos Tevez.

3) L’essere leader non è da tutti. In una squadra che ne ha almeno uno per reparto, Tevez era diventato l’assoluto punto di riferimento in attacco. Llorente l’altr’anno e Morata in questa ultima stagione sono cresciuti anche grazie alla presenza dell’argentino. In campo non tira mai indietro la gamba e tutta la squadra non può non risentirne sul piano agonistico.

4) La tecnica, tipicamente argentina. Dribbling, assist, sponde, conclusioni di destro e sinistro. Nulla è impedito al repertorio di Tevez.

5) Se perde palla, Carlitos da buon argentino rincorre l’avversario. Insomma per un allenatore una manna: fondamentale nella fase di possesso e non possesso.

6) Tatticamente importante pur godendo di libertà. Conte lo teneva più a freno, Allegri gli ha dato maggiore spazio di movimento. In entrambi i casi l’argentino si è dimostrato fondamentale sul piano tattico. Soprattutto per il tecnico toscano, la mancanza di un vero trequartista per il suo 4 3 1 2 è stata sopperita dai movimenti di Tevez, intelligente a posizionarsi tra le linee e a fare passaggi in profondità per il compagno di reparto.

7) I gol. Cinquanta in due stagioni e molti dei quali pesanti, come quelli contro il Dortmund e il Real Madrid in Champions. Alcuni di una bellezza assoluta, come quello contro il Parma nell’ultima stagione.

8) Le sue esultanze: mimi, ciucciotti, magliette dedicate ai quartieri poveri dell’Argentina, urla di passione. Allo Juventus Stadium mancheranno i gesti dell’Apache.

9) In un calcio fatto sempre più da star imbrillantinate, vestite alla moda e con atteggiamenti da modelli, il suo volto sfigurato è un grande spot per il calcio. Averlo in Italia era un onore, averlo alla Juve, per i suoi molti tifosi, un privilegio.

10) Mandzukic, Berardi e Zaza: in tre non fanno una gamba di Tevez.

CONDIVIDI