Dalla Juve al Cesena: chi saranno i protagonisti di questa Serie-A?

Al termine del girone d’andata di Serie-A, può essere produttivo per il futuro (il ritorno) provare a stilare una serie di domande che dovranno trovare una risposta più o meno urgente affinchè le cose possano migliorare. Interrogativi consegnati dalle prestazioni lungo 19 gare e ancorati a un singolo che – in misura diversa – può rappresentare il simbolo dell’andamento finora registrato dall’intera squadra.
Procediamo in rigoroso ordine di classifica.

  1. Juventus. Apparentemente senza grossi problemi ma con un’insidia sottotraccia: tenendo conto delle stagioni passate, i campioni d’Italia possono fare a meno per tutta la stagione o quasi di uno come Kwadwo Asamoah?
  2. Roma. Riuscirà il ritorno alla piena efficienza di Strootman a dare quella spinta in più, oltre che idee in fase di rifinitura com’è avvenuto al derby?
  3. Napoli. “Sta diventando un caso”: è la pagella di Christian Maggio alla seconda giornata, con gli azzurri sconfitti in casa col Chievo. Non è stato ancora risolto.
  4. Sampdoria. Espulso nella gara inaugurale del torneo, Regini va incontro spesso a sbandamenti senza possibilità di salvezza. L’ultimo con Felipe Anderson. E la Sampdoria, in quei casi, paga prezzo.
  5. Lazio. Chi dietro Marchetti? Perchè Berisha col Napoli ha dimostrato quantomeno di essere fragile al cospetto dei big.
  6. Fiorentina. Ok Gomez, Neto e altri problemi. Ma Alonso quando si deciderà a dimostrarsi all’altezza del compito?
  7. Genoa. Bertolacci è un incompiuto? Potenzialmente lo si potrebbe anche vedere fare il definitivo salto di qualità. Ma per riuscirci non deve mancare certi appuntamenti, soprattutto con il gol (vedi Genoa-Sassuolo)
  8. Palermo. Terrà fino alla fine? E’ la legittma questione intorno a Enzo Maresca, regista di sostanza e talento, ma motore a rischio usura. Urge tagliando.
  9. Inter. Tra i tanti problemi di Mancini, quello di Nagatomo è forse il meno reclamizzato ma non è certo ininfluente. La spinta del giapponese, ancorchè confusa, può essere benzina utile. Finora alcune gare sono state davvero da horror e forse Mazzarri ci ripensa ancora.
  10. Milan. Un punto fermo a centrocampo. Nomi meno celebri e celebrati dei colleghi d’attacco, ma è in mezzo che il Diavolo sbanda. E continua a cambiare. Potrebbe essere il timido Poli il salvagente al quale aggrapparsi?
  11. Sassuolo. E se Floccari? Impiegato persino largo sulla fascia in Coppa Italia, se fosse proprio lui l’uomo in grado di far respirare con successo i titolarissimi dell’attacco e garantire qualche gol pesante?
  12. Udinese. Ha vinto Karnezis definitivamente la sfida dei portieri? Il greco finora è stato inappuntabile, a eccezione di un errore decisivo col Verona. Continuerà a esserlo?
  13. Torino. Tra tanto mercato in entrata molto di parole, in uscita il più corteggiato è Matteo Darmian. Buona stagione la sua, ma quando non riesce a fare le due fasi (vedo in Coppa Italia con la Lazio), la squadra paga pegno. Può garantire ancora un ritorno a buoni livelli?
  14. Verona. Come risollevarsi da 10 gol e vivere felici? Per Rafael c’è un prima e dopo Juventus, che l’ha travolto in 3 giorni. Ma Mandorlini non poteva risparmiargli almeno una disfatta?
  15. Atalanta. Ha spirito combattivo, è lui ad avere suonato la riscossa per la decisiva rimonta con il Cesena. Ma Benalouane ha amnesie che costano care. Quanto?
  16. Empoli. Il simbolo della squadra è forse Pucciarelli. Ha talmente tanti 7 in pagella che dovrebbe giocare in una grande. Come l’Empoli, che gioca da grande ma lotta più in fondo di quel che meriterebbe per troppi pareggi.
  17. Chievo. Bardi è out? Bizzarri gli ha preso il posto e il portiere sembra fuori dai giochi. I conti si fanno alla fine, ma la sua ascesa nel calcio che conta sembra essersi bloccata.
  18. Cagliari. Risolverà i suoi fastidi fisici? Il soggetto è Ibarbo, potenziale delizia dei sardi, finora troppo altalenante per fare classifica. E ce n’è bisogno assoluto, come non mai.
  19. Parma. “Gira a vuoto come un disperso in mezzo al deserto”. Lo si è scritto di Acquah nel girone d’andata ma può essere l’immagine di tutta la squadra.
  20. Cesena. Lento, impacciato, piedi educati ma raramente visibili, tatticamente insufficiente. Ze Eduardo è uno dei bocciati di una formazione forse già condannata.
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