La storia del calcio italiano si fa sempre partendo da numeri uno, è inevitabile…

Mattia Perin ha azzerato gli errori di gioventù, s’è fatto le ossa e le sue brutte figure, come conviene a ogni giovane portiere del mondo che non si sia chiamato Gianluigi Buffon. Classe 1992, ormai 22enne, l’estremo difensore nativo di Latina è chiamato alla consacrazione con la maglia del Genoa, e sta rispondendo presente. Non senza qualche notizia di cronaca extracalcistica da giovane ribelle (e anche qui Buffon ne sa qualcosa). Insomma, Perin non è il nuovo Buffon ma è tra i principali candidati al dopo Buffon.

Se ne parla anche in chiave Juventus, e poi c’è il discorso Nazionale. E indiscrezioni vorrebbero proprio Buffon come primo sponsor di Perin. In tutti i sensi. Effettivamente il portiere ciociaro sembra aver superato la cosiddetta “sindrome di Pescara”, quella che una volta ad Ascoli (per esempio con Fabrizio Lorieri) dove in Serie A ricevi 25 tiri a partita, ne incassi in media 3, fai parate spettacolose ma i numeri non sono mai dalla tua. Impietosi. Lasciando il dubbio di non essere da grande squadra. Perché nelle big di parate spesso e volentieri ne serve soltanto una. Questo per esempio è stato uno dei grandi vantaggi di Buffon: esordire ancora minorenne in una squadra vera, che puntava al massimo, con campionissimi che ti mettono la pressione di non dover sbagliare mai. Concentrazione subito a mille e il talento a quel punto viene fuori: o ce l’hai o non ce l’hai.

Nel Genoa Perin non è ancora allo stadio del primo Buffon, ma sta dimostrando di essere portiere vero. Non a caso perfino il Bayern Monaco gli ha messo gli occhi addosso (ma che senso ha fare il dodicesimo di un mostro come Neuer a meno che il tedesco non passi a fare il difensore centrale per vocazione?). Ci sarebbe da dire: Perin è pronto. Le milanesi sarebbero pronte a scannarsi, non fossero ai loro minimi storici in quanto a pretese, finanze e visibilità internazionale. A giugno ne sapremo di più, ma se sarà ancora Genoa sarà soltanto perché qualcuno avrà promesso e scritto qualcosa per l’anno successivo, quello del dopo Europeo di Francia 2016.

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