Il top 2015 Radja Nainggolan

Se mezza Europa guarda a lui con grande interesse è anche perché la sensazione che offre Radja Nainggolan è quella di una crescita costante, partita dopo partita. Per personalità, grinta, dinamismo, stiamo parlando di uno dei migliori centrocampisti che ci siano sul continente. Ma quello che si è scoperto quest’anno è qualcosa di più ed è probabilmente questa specificità a rendere il belga speciale e così oggetto di attenzioni: Nainggolan funziona sempre. Sembra quasi impermeabile alle eventuali difficoltà della squadra e questa certezza di rendimento non va confusa come semplice costanza. In realtà, il centrocampista ventisettenne è nel pieno della sua maturazione e sa leggere nelle pieghe delle partite esattamente ciò che occorre mettere in campo per dare consistenza (non solo agonistica) alle ragioni della squadra. La riprova di questa crescità si ha avuta nel girone di ritorno, quando le punte della Roma di Garcia non stavano più funzionando. In quante gare è stato lui a suonare la carica, a proporre accelerazioni e tiri da fuori, a dare nerbo e carattere ai compagni più in difficoltà! In più, Nainggolan ha una straordinaria capacità di connettersi immediatamente al match. Lo si era capito subito, già alla prima giornata, quando era stato pronto nel doppio esercizio chirurgico di andare in gol e nel regalare il bis a Gervinho. La sua prestazione più scintillante – non a caso – ha coinciso con il 5-1 sul Cska Mosca che ha fatto pensare a un altro tipo di cammino in Champions League. Oggi come oggi, pensare a una Roma priva del suo apporto sembra una bestemmia, anche se è normale che il prezzo per aggiudicarsi la metà del cartellino mancante non può essere indolore.

Il flop 2015 José Holebas

Se la Roma non è riuscita a ripetersi sui livelli esaltanti e produttivi dello scorso campionato, quando raccolse 85 punti che in altre stagioni avrebbero determinato la vittoria del campionato, è anche per il rendimento decisamente sotto tono della sua difesa. Il greco José Holebas non è certamente l’unico colpevole, forse neanche il peggiore, ma ha il torto di essere stato un nuovo acquisto sul quale Garcia ha puntato molto, finendone spesso tradito da un rendimento non all’altezza di una squadra da primato. E dire che contro l’Inter ha messo a segno una delle reti più belle del torneo, con un sinistro fortissimo a incrociare sferrato dopo aver fatto fuori Campagnaro e Ranocchia. Ma le nefandezze sono state ben maggiori, con alcuni sbandamenti da capogiro. A Napoli in campionato, una gara da nullafacente. In Europa League a Firenze, dove non ha mai capito le finte di Josquin. Al ritorno contro i viola, dove ha avuto l’onore di meritarsi un 3,5 in pagella da un quotidiano sportivo per come è riuscito a disintegrare la Roma in un secondo. Contro l’Inter a San Siro, quando non riesce a opporsi alla conclusione in gol di Hernanes. Persino nel derby vinto, che ha sancito la qualificazione alla Champions prossima ventura, la Gazzetta dello Sport ha vaticinato per il futuro quella che è una sensazione molto forte: “Con i terzini non si può che migliorare”. Perché anche sul lato destro non è che si sia visto molto di buono.

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