I “pesanti” e i “leggeri” delle vacanze

Non esistono studi al riguardo e prima o poi bisognerà interrogarsi davvero su chi sa lavorare meglio durante la pausa natalizia. Non tanto sul campo, ma mentalmente. Perché è in certi “scarichi” che si annidano le grandi imprese che poi troveranno compimento successivo. In tal senso, le due squadre più intriganti sono Roma e Napoli perché è indubbio che l’ultimo risultato maturato nell’anno duri due settimane e qualche conseguenza (anche e soprattutto ambientale) non può non esserci.

Per Garcia i 2 punti persi sulla Juventus rappresentano l’ennesimo momento ad elastico che sta vivendo la sua Roma, brava a tenere il fiato sul collo della capolista e però sempre sospinta all’indietro ogni qualvolta l’aggancio sembra possibile. Se il distacco si può comunque minimizzare proprio perché estremamente ridotto, a preoccupare di più è il messaggio contenuto in Roma-Milan. Una gara dove si è vista troppa poca intensità e qualche serio imbarazzo a trovare altri protagonisti offensivi che non fossero Gervinho. Che peraltro è in partenza per la Coppa d’Africa e sapere che esiste una forma di dipendenza dalle sue accelerazioni è una questione potenzialmente pesante con la quale convivere.

Quanto al Napoli, l’euforia per la Supercoppa guadagnata a Doha chiarisce un elemento molto importante per Benitez: il principio di responsabilità. Perché una squadra in grado di lottare fino in fondo e di fare grandi imprese nelle singole partite ha a questo punto il dovere di provare a staccare il groppone delle aspiranti terze. Un trofeo regala ambizione e toglie zavorre psicologiche, guai se non fosse così. L’Higuain che firma due gol come quelli che hanno condannato Buffon non può intristirsi ancora, deve diventare il leader di un progetto che ha troppa posta in palio per vederlo sbriciolare. Terzo posto (almeno), Europa League, Coppa Italia: potenzialmente la stagione degli azzurri può ancora diventare piena di gloria e uscire da quella paranoia che si è vista dopo l’uscita dai preliminari di Champions League, tale da generare partite vuote soprattutto con le piccole al San Paolo. Il tempo c’è, basta scattare subito (e Gabbiadini in più può rappresentare un ulteriore additivo).

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