L’Inter torna a puntarci forte: Kovacic ha sei mesi davanti per prendere in mano i nerazzurri. Se no…

 

Ci sono campioni e campioni, situazioni e situazioni: il giovane croato Mateo Kovacic fa parte dei potenziali campioni che vengono un po’ sotterrati dalle situazioni. Che poi risalire la china, togliendosi il peso di dosso di quei titoli che inneggiano e poi sparano a zero. Attenzione: non è proprio uguale per tutti, perché quando dicono che tu sia un predestinato poi i giornalisti ci credono. E ci costruiscono sopra castelli. Non c’è che dire, è fin qui andata meglio a Paul Pogba, uno di quelli però che ne nascono uno ogni 10 anni a cui riesce tutto al primo colpo.

Per Kovacic, anche per il contesto nerazzurro del momento, è stato diverso. Il croato è oltretutto anche più giovane del francese. Certo però che a lui sono toccate subito le luci della ribalta, l’Inter di Stramaccioni non lo protesse e non lo nascose: alè, subito in campo a prendersi responsabilità che era giusto fossero di altri. Esito: alti e bassi. Iniziano quindi i dubbi: Kovacic vale i soldi spesi (praticamente i nerazzurri spesero per lui tutto il budget della sessione di gennaio)? Ma soprattutto: qual è il suo vero ruolo?

Arrivato come centrocampista totale, che non vuol dire niente, Kovacic è stato sostanzialmente investito dell’incarico di dare imprevedibilità, strappo e fantasia alla squadra. Soprattutto nelle transizioni offensive. Qui ne uscirono subito alcuni limiti fisiologici: la voglia di strafare, la mancanza di un’orchestra dentro cui muoversi e dettare passaggi nei tempi giusti. Lui non poteva risolvere i problemi e quindi non poteva che finirci nel mezzo.

Addirittura poi esautorato da Mazzarri, il quale dette anche l’autorizzazione a cederlo visto che c’erano offerte dall’Inghilterra pari a 18 milioni di euro, fu uno dei motivi di dissidio tra la dirigenza e l’allenatore toscano. Il quale cercò di salvare capra e cavoli tornando sui propri passi. Troppo tardi. Ora tocca a Roberto Mancini, allenatore più scaltro, che, come dice la sua mamma, “resuscita anche i morti”. Sarà la prova del nove per Kovacic perché nessuno può credere a oggi che il Real Madrid sia disposto a fare follie per lui.

 

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