Claudio Marchisio con la Juventus fino al 2020

Bastassero le presenze, i numeri, gli anni di militanza in un club, per scegliere un capitano sarebbe sicuramente più facile. La Juventus, a scanso di equivoci, un capitano ce l’ha. Gianluigi Buffon. E la fascia resta saldamente ancorata al braccio del numero uno, che si appresta a vivere la quindicesima stagione con la maglia bianconera. Sempre più colorata per motivi di marketing e logiche di abbigliamento estranee ai più. Rimane lui il capitano della Juventus. Ma Buffon non è eterno e prima o poi si dovrà aprire la lotta al successore, come in tutte le buone famiglie nobiliari che si rispettino.

Magari senza giostre né duelli. Il rinnovo di Marchisio è uno dei punti fermi della Juventus che sarà, che è stata e che è, soprattutto. Juventino di nascita e di crescita. Bandiera in divenire e capitano in forse. La vive così Claudio Marchisio per ora, firmando un contratto che lo porterà a vent’anni di bianconero. Con la maglietta della Juventus, nella più populistica delle affermazioni calcistiche che lui non farebbe mai, come una seconda pelle. Leader silenzioso e sempre in dubbio anche in questa Juventus. Ma all’esterno traspare poco. Nelle ultime due stagioni mai inserito nelle formazioni di luglio (succedeva anche all’Antonio Conte calciatore), poi capace di giocare quanto e più degli altri. E questo può essere a 29 anni l’anno della svolta. Rinnovo e probabile cambio di posizione in campo per andare a sostituire Pirlo, in maniera più o meno definitiva. L’anno zero, alla ricerca anche di quella fascia che tra qualche anno non sarà più sul braccio di Buffon.

Ambizione mai sbandierata anche di Giorgio Chiellini. Tanti anni di Juventus, grinta e attaccamento al servizio della Juventus. Emblematica la scivolata con la testa fasciata su Cristiano Ronaldo nella semifinale di Champions League per spiegare chi sia Giorgio Chiellini. Esploso definitivamente nella stagione in Serie B, mentre Marchisio debuttava, quando cambiò ruolo definitivamente tanto da far dubitare i posteri di esser stato realmente un buon terzino sinistro. Divenuto con il tempo un eccezionale centrale di difesa. Una cinquantina di presenze in più di Marchisio e due anni di esperienza (e militanza in prima squadra, per ragioni anagrafiche, appunto) in più. Seguendo la logica ad oggi, mentre Marchisio rinnova, sarebbe Chiellini il successore di Buffon.

Dinamiche ancora da chiarire se ce ne fosse bisogno ma la matassa andrà sbrogliata all’addio del portiere bianconero. Per ora la Juventus si gode la forza dell’avere tre capitani diversi. Italiani. Allo stesso tempo e nello stesso luogo. Quello istituzionale, che piace a tutti, simbolo di una generazione che al nostro calcio ha dato tantissimo, compreso un mondiale. Quello che entra in scivolata su Ronaldo dimostrando che a volte il cuore vince e urla. E quello che rinnova oggi, con appiccicato addosso lo stile Juventus e l’eleganza che un capitano della Juventus sia bene che abbia.

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