Le caratteristiche di Ivan Perisic attraverso alcuni interpreti dell’attuale Serie A. Sarà adatto al calcio italiano e all’Inter?

Il suo nome è associato al campionato italiano da diverso tempo. Ivan Perisic, oggetto del desiderio del Napoli nella passata stagione e dell’Inter quest’anno, è pronto per una nuova avventura lontano dalla Germania. L’ala croata è infatti in cima alla lista delle preferenze di Roberto Mancini che vede in lui il giocatore ideale per il suo scacchiere offensivo.

Ma chi è Ivan Perisic? Nato a Spalato nel 1989, è un tornante unico nel suo genere che abbina una grande forza fisica ad una buona tecnica di base. Un calciatore moderno, soprattutto per come interpreta il suo ruolo, di difficile accostamento ad altri giocatori che militano in Serie A proprio per queste sue qualità. Per questo motivo, un po’ come facevamo da bambini con i Lego, abbiamo costruitoe descritto Ivan Perisic attingendo da cinque calciatori diversi del campionato nostrano delle specifiche caratteristiche.

Antonio Candreva: Uno-due e facilità di calcio con entrambi i piedi
Non disdegna il fraseggio corto e gli uno-due con la punta centrale o chiunque si trovi a fare da boa. Scarica spesso il pallone per vie centrali per poi accentrarsi a sua volta verso l’area di rigore o allargarsi sul fondo. Perisic inoltre è ambidestro. Calcia infatti indistintamente bene con entrambi i piedi, specialmente col sinistro. Anche lui ama spesso puntare l’uomo con qualche doppio passo e inserirsi dalle retrovie. E’ il calciatore in Serie A che per caratteristiche più gli assomiglia nonostante il croato sia meno tecnico ma più forte fisicamente del laziale.

Giacomo Bonaventura: Duttilità e senso del goal
Una delle caratteristiche che apprezza maggiormente Roberto Mancini è la sua duttilità. L’ala croata può giocare sia largo a sinistra che a destra. In passato ha ricoperto il ruolo di trequartista e anche quello di seconda punta. Ai tempi del Club Bruges infatti, nel 2010-2011, realizzò in 37 presenze ben 22 reti. In Germania invece ha arretrato la sua posizione ma non ha perso né il senso del goal né l’abilità nel passaggio filtrante.

Manolo Gabbiadini: Ricerca del tiro da fuori
Possiede un ottimo tiro da fuori area, magari non allo stesso livello di Manolo Gabbiadini ma, proprio come l’attaccante del Napoli, gradisce partire defilato sulla destra per puntare l’uomo, accentrarsi e mirare all’incrocio dei pali. Più cattivo agonisticamente dell’attaccante a disposizione di Maurizio Sarri, gioca in una posizione più arretrata ed ha nel colpo di testa un’arma in più, insolita per un tornante.

Senad Lulic: Doti atletiche
Non velocissimo nel breve, il croato ha nella progressione palla al piede una delle sue qualità migliori. Riesce infatti ad esprimersi al meglio quando ha davanti a lui grandi spazi ed i compagni fanno movimento. Ama sovrapporsi e giocare in velocità tra le linee. Possiede inoltre doti atletiche al di sopra della media, un po’ come il centrocampista bosniaco.

Gervinho: Limiti negli spazi stretti
Può essere limitato nello stretto e trovarsi in difficoltà dinanzi alla disciplina tattica delle difese italiane. Quando gioca largo a destra dispone di maggiori soluzioni potendosi accentrare, mentre a sinistra tende invece ad essere più prevedibile perché nella maggioranza dei casi cerca il fondo o l’uno-due con la punta di riferimento. Capita spesso di vedere il croato far finta di accentrarsi per poi rientrare col destro o fare un doppio passo per poi toccare nella stragrande maggioranza delle volte il pallone col sinistro alla ricerca del fondo. Per aver successo sarà necessario essere il meno prevedibile possibile. L’ivoriano e anche Milos Krasic ne sanno qualcosa.

Il campionato italiano è adatto per il croato? E l’Inter è la squadra ideale per lui?
Si corre il rischio di vedere un giocatore che possa avere un grande impatto iniziale ma che poi una volta studiato possa essere arginato e limitato dalle difese avversarie. Questo perché in Italia gli spazi che concedono le cosiddette piccole sono pochi e se non si hanno soluzioni tecniche diverse si può pagare caramente dazio. Dovrà essere bravo Mancini ad integrarlo alla perfezione negli schemi tattici della nuova Inter. Perisic ha inoltre bisogno di un attaccante centrale di riferimento che dialoghi molto con la squadra, che giochi dando anche le spalle alla porta. Mauro Icardi non è esattamente un giocatore con queste caratteristiche ma non è detto che non possano trovarsi e avere un buon feeling. L’unica cosa ad oggi certa è che il campionato italiano non sia quello più adatto alle qualità del tornante croato. Difficile dire inoltre se si possa inserire bene o meno nell’undici nerazzurro, d’altronde il cantiere è aperto e gli interrogativi sono ancora tanti.

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