Lo Schalke riparte dalla Knappenshmiede. E il Bayern Monaco resta a guardare

Il motivo per cui Beppe Marotta non demorde, continuando a puntar forte su Julian Draxler, è riassumibile in una sola parola: garanzia. Una caratteristica dei cosiddetti Die Knappen, che nei primi anni del Novecento facevano da tifosi-giocatori-minatori in quel di Gelsenkirchen. Laddove le miniere di carbone sono ora un monumento e le radici culturali non sono mai state dimenticate. Nemmeno dallo Schalke 04, i cui talenti calcistici nascono, crescono e maturano in breve tempo grazie alla famigerata Knappenshmiede. Un parolone tradotto letteralmente in “Fucina del Minatore” e rispecchiato nel concreto da quello che è stato finora uno dei maggiori contribuenti per la generazione d’oro della Germania. Non a caso: Manuel Neuer, Benedikt Howedes e Mesut Ozil sono i nomi già noti. Max Meyer, Kaan Ayhan e lo stesso Draxler, sono invece alcuni dei nomi del futuro che serviranno a dimenticare l’annata appena trascorsa.

Il 2015/2016 inizia dopo una stagione terminata alla ricerca del capro espiatorio, per un sesto posto lontano dalla Champions League e al di sotto di un Augsburg che nella sua storia non aveva mai raggiunto simili traguardi. Da ciò, nella Renania settentrionale-Vestfalia si è pensato a ripartire con acquisti e cessioni. A testa bassa. Se in questo senso può sembrare strano l’acquisto di Caicara dal Ludogorets, con 26 anni sul groppone e pochissima esperienza internazionale, resta intatta la massiccia presenza di carne giovane da mettere sulla brace. Che sia prodotta in casa o acquistata altrove.

19, 20, 21 non sono numeri da giocare al Lotto. Sono gli anni dei giocatori che comporranno il centrocampo dello Schalke nella prossima stagione. Sotto la lente di ingrandimento ci va Joachim Geis, arrivato dal Magonza per 10 milioni nonostante il forte interesse del Borussia Dortmund. Le sue abilità sono ben note. Soprattutto i suoi calci di punizione. In Bundesliga ha giocato 75 partite e nel complesso rappresenta la soluzione migliore per lo Schalke degli under 21. Guai fisici permettendo, ad affiancarlo sarà Leon Goretzka, in vista di un futuro insieme con la maglia della nazionale. Senza contare l’apporto di Draxler, Meyer e Leroy Sane: il primo (qualora restasse in patria) con la necessità di dimostrare una brillantezza finora vista a sprazzi. Il secondo con una reputazione che parla da sola dopo avere ereditato il mantello di giovane promessa dallo stesso Draxler. L’ultimo con una nomination a nuovo arrivato dell’anno e con alle spalle un gol ed una prestazione di livello al Santiago Bernabeu.

Un mix di potenzialità messe a disposizione di mister Breitenreiter per un anno di transizione, a dispetto di un Bayern Monaco che dall’altro lato continua a mangiarsi le dita. Quello che accade a Gelsenkirchen è esattamente ciò che Matthias Sammer cerca di fare dal suo insediamento a Monaco, con l’intenzione di sviluppare i giovani della Baviera e portarli sulla cima dell’Allianz Arena. Intenzioni di fatto non riuscite, o riuscite parzialmente con Kirchoff (accasatosi allo Schalke ma di rientro a Monaco), Weiser (che tornerà all’Hertha per la nuova stagione) e Emre Can (ormai erede di Gerrard al Liverpool). Kurt, Gaudino, Scholl e Kimmlich sono attualmente i giocatori più promettenti tra le fila di Guardiola. Ma le eccellenze tedesche, per ora, vestono Die Knappen.

CONDIVIDI