I bomber in Italia latitano, in Spagna e nel resto d’Europa no

L’estate è il tempo dei sogni e da quando esiste il calcio, prima ancora che il calciomercato, la materia è occupata da una figura ben precisa: il goleador. La fantasia del tifoso si accende per il cosiddetto top player, certo, ma in questa categoria ben raramente l’entusiasmo viene prodotto per altri ruoli che non siano quelli di chi la butta dentro. Comprate il miglior difensore su piazza e un attaccante anche solo promettente e vedrete gli effetti all’aeroporto, al momento del suo arrivo: è molto probabile che la folla attenderà più il secondo del primo.

Ed è proprio osservando le classifiche cannonieri dei principali tornei in Europa che si capisce perchè da noi prevalga l’esterofilia. Ed anche un’altra cosa, pure più profonda: la persistenza dell’idea che il calcio italiano sia difensivista per definizione e, di conseguenza, i bomber li si aspetta con un senso dell’attesa che se non è palingenetico poco ci manca, sono loro a generare nuove ere, dove giocare a pallone significa andare avanti e regalare spettacolo.

Si prendano gli ultimi due anni e i rispettivi tornei. E si consideri la corrispondenza tra la presenza di un bomber da 20 gol o giù di lì e una posizione di vertice della squadra di appartenenza. Si scoprirà così come il goleador in Serie A non sia garanzia di primato, mentre altrove avviene esattamente il contrario: è quasi impensabile toccare alte vette di classifica senza possedere un puntero di primissima qualità.

Gli ultimi due campionati da noi hanno visto occupare il podio Tevez e Toni due volte, Immobile e Icardi una. Il panorama è sconfortante. A parte l’Apache, decisivo per gli scudetti della Juve di Conte prima e di Allegri poi, gli altri non hanno inciso sul risultato finale, a eccezione di Immobile che ha portato il Toro in Europa League, anche se per la verità è risultato risolutivo Ghirardi e i suoi mancati pagamenti, i granata erano stati rimandati dal verdetto del campo. E tralasciamo altri discorsi: Tevez che va via, Immobile sul quale nessuno crede fino in fondo (forse con ragione, vedendo il suo rendimento in Germania), la carta d’identità ingiallita di Toni. Quanto a Icardi, comunque i suoi gol non hanno portato neanche lo straccio di una qualificazione nella piccola Europa.

Tutti gli altri sembrano invece l’apoteosi dell’equazione gol=accesso alla Champions League. Giusto in Germania ci sono due intrusi (Drmic del retrocesso Norimberga e Meier dell’Eintracht Francoforte), altrimenti Lewandowski (tanto con il Borussia che con il Bayern), Mandzukic (quand’era al servizio di Guardiola) e Robben sono garanzia di grandi risultati con altissimo coefficiente di qualità.

La Ligue 1 non gode di stima generalizzata tra gli addetti ai lavori, ma intanto ospita Ibrahimovic, Cavani, Kalou e Lacazette che trascinano Psg, Lille e Lione a grandi avventure continentali. La Premier League del 2013-14 presenta addirittura una coppia da sogno nel Liverpool composta da Suarez e Sturridge, che non a caso quando viene smembrata fa crollare le ambizioni del club, in patria e nel contesto più ampio della Champions League. E poi ci sono due Aguero e Diego Costa a regalare gol sostanziosi, frequenti, cattivi. L’unico dei 6 nomi del biennio che non farà la Champions League è Kane del Tottenham ed è comunque una bella notizia, quantomeno per la nazionale, sapere che un under 21 sa entrare nella lista dei grandi. Ma ancor più sensazione è il terzo gradino del podio occupato due anni fa da Yaya Touyrè: quale migliore descrizione della vocazione offensiva del calcio britannico nel vedere un centrocampista come lui tra i big (miglior marcatore del Manchester City campione del 2014).

Infine, la Liga. Che è come il ciclismo di una volta, quello degli anni ’70, quando c’erano big che si affrontavano in ogni corsa e dominavano sempre loro (e su tutti Eddy Merckx). I cannibali sono i giocatori che vincono Liga e pure Champions League e fanno sognare nel globo intero: Cristiano Ronaldo, Messi, Neymar e Diego Costa ai tempi dell’Atletico Madrid. Il calcio dei grandi personaggi che coincide con i principali realizzatori: e se gran parte del fascino della Spagna non fosse nient’altro che questo?

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