Mateo Kovacic e una storia d’amore con l’Inter che non riesce ancora a sbocciare a distanza di un anno e mezzo dal suo approdo a Milano

Dato per partente ormai da almeno un mese, i tifosi si oppongono alla cessione che porterebbe via dalla Pinetina il centrocampista croato. Dilemmi di mercato, prospettive future e reale valore di Kovacic. Tutto sul tavolo, per essere discusso. Per essere giocato e per decidere se rinunciare alle carte o puntare tutto su un talento cristallino che fino ad ora non ha trovato la via per manifestarsi del tutto. La carta fondamentale da giocare forse, è quella del ruolo di Kovacic. Nato come trequartista, capace di fare anche l’interno di metà campo e all’occorrenza anche il centrocampista centrale. A 21 anni è il momento di capire cosa fare da grande. O cosa lo può trasformare in un grande calciatore.

Nell’ultima stagione tra il cambio d’allenatore e una squadra senza alcuna stabilità tattica ha fatto di tutto. Rimane nel limbo tra tutte le possibilità d’essere che ha, ma non prende quella che potrebbe dare il la alla propria carriera. Ricorda per certi versi e in alcune cose la storia di Andrea Pirlo. Trequartista dell’Inter diventato un grande regista capace di vincere tutto con Milan e Juventus. La beffa che Mancini e Thohir vorrebbero evitare. Ma quindi qual è la strada del giovane Mateo?

Quella del regista, magari. Allo stesso modo di quanto fece Pirlo oltre 10 anni fa dopo due parentesi sfortunate in nerazzurro. Ci volle Carletto Mazzone con un’idea che faceva ridere gli altri calciatori del Brescia. Kovacic ha un tocco di palla che andrebbe valorizzato, una visione di gioco assolutamente da premiare. Da mettere al centro del progetto tattico dell’Inter, in un momento nel quale il calcio europeo soffre una carenza di centrocampisti bravi tecnicamente. Il regista Kovacic è un talento ancora da rifinire. A costo di sacrificare il trequartista Kovacic, capace con la palla tra i piedi di buone giocate a corrente alterna. Può essere la prima scommessa vinta da Mancini nel nuovo corso dell’Inter. Di trequartisti bravi come Kovacic ce ne sono diversi in Europa, di registi bravi come Kovacic potrebbe diventare no. Sono pochi, molto pochi. L’arrivo di Kondogbia potrebbe aiutare anche il croato nell’evoluzione tattica: una coppia Kondo-Kovacic sarebbe assortita benissimo. Il primo a recuperar palla, il secondo ad impostare. Nel più semplice dei meccanismi calcistici. Perché il calcio è una non-scienza semplice. E la semplicità di calcio di Kovacic è la scommessa da cui anche l’Inter può ripartire.

CONDIVIDI