Hachim Mastour è un potenziale numero uno e nonostante il cognome è un giovane calciatore che può ritenersi italiano a tutti gli effetti

Nato a Reggio Emilia, il talento più atteso del calcio nostrano è un nostro connazionale di seconda generazione: nulla di strano, anzi, perché quel che conta è il pallone (oltre al passaporto) e il Milan se ne accorse dopo l’Inter ma nell’estate in cui il ragazzo ha compiuto i 14 anni (è nato il 15 giugno 1998) i rossoneri bruciarono i cugini trovando l’accordo in extremis sia con la Reggiana che con l’entourage del fuoriclasse che adesso non deve buttarsi via facendo le scelte giuste.

Già quasi un anno fa Galliani rischiò di bruciare il giocatore annunciandolo pubblicamente come il fuoriclasse del futuro su cui il club avrebbe puntato ciecamente. Giusto pensarlo, meno dirlo. Così il nome di Mastour iniziò a fare il giro delle prime pagine creando non qualche imbarazzo agli allenatori del vivaio del Milan che si ritrovarono a gestire un ragazzo che aveva troppa luce e troppa scena addosso. Adesso il tempo ha sedimentato queste follie mediatiche e per Mastour viene il momento della verità, con il 2014/15 che sarà all’insegna della prima avventura con la formazione Primavera a tutto tondo (che è già “calcio adulto” almeno sulla carta) e magari con le prime apparizioni in prima squadra in un’annata in cui il Diavolo potrà permettersi qualche azzardo per lanciare i giovani migliori stando anche fuori dalle Coppe Europee e con una rosa che richiede una nuova rivoluzione, anche generazionale.

Già, perché a 16 anni compiuti si può esordire in Serie A senza necessità di specifiche deroghe. E chi è fuori categoria può stupire, magari anche da subito. D’altronde siamo nella settimana in cui due possibili fenomeni del futuro europei quali il croato Halilovic e l’olandese Zivkovic hanno perfezionato i loro passaggi rispettivamente a Barcellona e Ajax. Si tratta di due fenomeni, soprattutto Halilovic, classe 1996 che già da due stagioni si sono fatti le ossa giocando nella massima serie con le maglie di Dinamo Zagabria e Groningen. Ecco, se al Milan non ci sarà spazio che allora piuttosto i rossoneri valutino un anno di prestito per vederlo all’opera. Difficilmente deluderà, se l’atteggiamento sarà quello giusto.

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