Storia di un amore mai sbocciato tra il Liverpool e Mario Balotelli

Lui è speciale perché raro ma quel che fa è ridondante e quindi in costante perdita di originalità. Quando non scende in campo, l’allenatore del Liverpool “deve” rispondere alle domande sul perché: Rodgers non si sottrae ma al contempo riesce scientificamente a non argomentare le risposte. Che l’esperimento Balotelli in reds abbia prodotto pochi effetti positivi è pacifico, anche per la presunzione del ragazzo: è un cavalluccio da trotto, nitrisce e va alla ricerca di spazio sfruttabile. Propende per la la prima persona singolare piuttosto che per la prima plurale.

Il noi, ecco. Sono Sturridge e Lambert, saranno Benteke e Firmino. E Mario? Le spesso vuote parole di Rodgers profumano senza ammaliare: “Lo volevamo, ma non troppo”. In alcuni luoghi, l’interpretazione tende allo scaricare più che al sostituire tale Luis Suarez. Secondo un articolo inglese, Balotelli sarebbe in posizione regina nella graduatoria dei calciatori più odiati (dai più). Se non soffri di dipendenza da OPTA, se non guardi le partite di Premier League, comunque dovresti sapere una roba: nella stagione scorsa, il Liverpool vinceva quando Mario non giocava. Nella serie positiva fiume, sette vittorie del Liverpool su otto partite, mai è sceso in campo dall’inizio. Propagando il raggio statistico, Balotelli non ha cifre migliori del “desaparecido” Borini e offensivamente parlando influenza meno di Ivanovic (difensore).

Non può piacere a pelle chi ricalcitra. La riluttanza alla corsa, la tendenza al combattimento col verbo e non con la spalla. Pare il ritratto-nemico di pari e superiori. Non può essere solo questo, non può essere già questo: un 1990 che è capace di segnare da quaranta metri senza correre e batter ciglio, evento tutt’altro che antico. Un bisbetico non domato, neanche dall’aggraziato genere femminile. Neanche da Mino Raiola. Non lo capiamo e abbiamo premuto OFF sull’interesse nel provare a capirlo. La voltata o l’oblio. Questo è quel che Rodgers pensa, senza proferire.

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