Se la classifica fosse fatta sulle partite uguali

Il campionato 2014-15 sembra avere trovato un padrone. L’allungo della Juventus, con 4 punti guadagnati negli ultimi 2 incontri, evidenzia una situazione non molto diversa da quella della scorsa stagione, sebbene lo scarto della Roma sia più ridotto (nel 2014, al giro di boa, le lunghezze di differenza erano 8). Più che appellarsi a più o meno fantasiose classifiche virtuali che si basano su presunti torti arbitrali (che non si capisce mai bene come inciderebbero sulla dinamica dei risultati), Garcia potrebbe appendere sulle mura di Trigoria la classifica che gli propone Sportreview. Un altro esempio di virtualità, beninteso, ma che potrebbe in qualche maniera regalare un po’ di morale alla squadra giallorossa, apparsa sfibrata nell’ultimo periodo.

Il calcolo proposto è molto semplice. Si tiene conto esclusivamente degli incontri di Juventus e Roma che per ragioni di calendario sono stati giocati da entrambe le squadre in maniera identica. Una situazione verificatasi finora 8 volte: Cesena, Torino, Inter e Verona in casa; Empoli, Atalanta, Genoa e Napoli in trasferta. A ciò va aggiunto lo scontro diretto, che ha sorriso alla Juventus ma che – nella Capitale, sezione romanista – è legittimo pensare che nel girone di ritorno possa anche rovesciare il verdetto. Ebbene, grazie a questo semplice paragone, che accosta impegni reali, il distacco tra le due squadre sarebbe di solo 1 punto a favore degli attuali capoclassifica. Ergo: non c’è fuga, il campionato non è finito, eccetera eccetera, con tutto ciò che naturalmente Totti e compagni devono saper fare per rimontare sul serio nel girone di ritorno.

Facciamo i calcoli. Juventus e Roma, pur con qualche differenza di rendimento, hanno ottenuto gli stessi risultati in 5 circostanze. In casa con il Cesena (3-0 i bianconeri e 2-0 i giallorossi, gare già sbloccate nel primo tempo); a Empoli (Juve più convincente, ma sul piano temporale ci ha messo di più a uscire dal pareggio); a Bergamo (Roma con un 1-2 non facile, ma anche lo 0-3 della banda Allegri ha avuto bisogno di uscire dalla sofferenza con la parata di Buffon sul rigore di Denis); Torino in casa (e qui accostando il semplicissimo 3-0 dell’Olimpico con il gol a 4 secondi dalla fine di Pirlo si capisce ancor più il peso della giocata del regista bresciano); infine, Verona in casa (dove la Juve ha fatto il doppio dei gol della Roma e, soprattutto, ha risolto in appena 7 minuti ciò che è riuscito ai lupacchiotti solo a un quarto d’ora dal termine).

Veniamo adesso alle differenze: la Roma guadagna 3 punti in casa Gasperini, mentre la Juve va incontro a una sconfitta rocambolesca, pazzesca e amara per mano di un’incredibile ingenuità difensiva in pieno recupero. Ma i conti tornano in pari al San Paolo, dove il 2-0 degli azzurri su Garcia è netto, mentre Allegri va a vincere uno scontro diretto con grande autorevolezza.

Siamo sempre pari. Contiamo a questo punto i 3 punti della Juve guadagnati col tiro di Bonucci nell’acceso confronto diretto e registriamo ancora una differenza che riduce a 1 solo punto di vantaggio lo scarto. Merito dell’Inter, che certo mette in difficoltà la Roma rispondendo colpo su colpo due volte, ma non basta per tornare a Milano con qualcosa di significativo in mano, mentre allo Juventus Stadium finisce 1-1 e secondo Osvaldo – diciamo così – poteva anche andare diversamente.

La classifica così proposta determina subito un paradosso per domenica prossima. Se la Roma andasse a vincere a Firenze, dove la Juve ha impattato 0-0, determinerebbe il “sorpasso” sui rivali. Basterà quest’idea per riprendere il passo?

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