A Spalato termina 1-1 la partita chiave verso gli Europei 2016 tra Croazia e Italia. Ed è un segnale sul campionato italiano 2014/15 appena concluso

Tappa chiave di avvicinamento verso Euro 2016 in Francia, la partita degli Azzurri di Antonio Conte in casa della Croazia di Niko Kovac è stato il pari che tutti hanno visto (ma non scontato, nonostante il clima delle “porte chiuse”, surreale e ideale per non farsi del male). Cioè il pari di una partita vera, subito vibrante e poi controllata in lungo e il largo dalla nostra Nazionale nonostante le sfortune occorse a gara in corso a De Silvestri e a capitan Buffon (che intanto, così per stare in corsa per il Pallone d’Oro, para anche un rigore a Mandzukic). 550 passaggi contro 350, e la Croazia dovrebbe essere il Brasile d’Europa.

Buoni segnali, dunque. Anche se non v’è dubbio che la generazione azzurra non è sulla carta delle più esaltanti, soprattutto in difesa e attacco, dure reparti non banali, quelli con cui si vincono le grandi manifestazioni internazionali. Volendo, anche un buon segnale per la nostra Serie A: attraverso la personalità e l’esperienza che tanti calciatori stanno acquisendo ci si sente meno subalterni allo strapotere della Premier League e al carisma della Liga (almeno nella lotta per le prima due/tre posizioni). E dentro i segnali ce ne sono poi altri, tipo che se la Lazio arriva davanti all’Inter di tre posizioni, meritando una chance per l’accesso al tabellone di Champions League, un motivo c’è. Anzi, più d’uno.

Spalato però ha focalizzato tutto sul duello a distanza tra il miglior assistman del nostro campionato e una delle stelle potenziali che singhiozzano. Antonio Candreva contro Mateo Kovacic, entrambi titolari, entrambi guastatori (uno esterno l’altro anche nel cuore del campo) che dovrebbero innescare le idee della squadra e la finalizzazione dei terminali Pellè e Mandzukic (sulla carta, anche qui, non c’è partita). Ebbene, ha stravinto Candreva, tra i migliori in campo insieme agli juventini Bonucci e Pirlo, certamente il più efficace là davanti, bello e concreto ben oltre il cucchiaio su rigore dell’1-1 finale. Kovacic gara normale. Come era normale appunto Candreva all’età di Kovacic, quando ancora doveva conoscere i primi acuti in Serie A con la maglia del Livorno. Che il croato non sia un campione? Presto per dirlo, Kovac continua a puntarci, il feedback non c’è, si rischia di “perdere” il giocatore. E l’Inter non aiuta, non ha pazienza e forse non può averla. Magari, però, con qualche italiano di più al fianco dello slavo non arriverebbe più sesta. È quasi una certezza. Un consiglio. Prima che Kovacic faccia la stessa (dolce) fine di Coutinho.

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