L’ormai ex Inter si trasferisce in Spagna per giocare al fianco di Modric, Ronaldo e Kroos. Ma cos’hanno in comune il calciatore croato e il centrocampista tedesco? Scopriamolo insieme. Adesso tocca a Benitez, così come toccò ad Ancelotti

Nello strano periodo del calciomercato, si sa, le trattative possono registrare un’impennata proprio nelle giornate più strane, come quelle successive al Ferragosto. Mateo Kovacic ha caratterizzato, così, le scorse ore, in virtù del suo imminente passaggio al Real Madrid per una cifra intorno ai 40 milioni di euro. Soldi ben spesi, oppure semplicemente un grande affare per l’Inter? Il classe ’94, vuoi per ragioni tattiche dei rispettivi tecnici che si sono susseguiti sulla panchina nerazzurra e piccoli problemi di natura fisica, non ha entusiasmato tranne qualche raro caso. Arrivato il 31 dicembre 2013 a Milano, il croato raggiunge il picco massimo del gradimento nel corso della sua carriera italiana grazie all’apporto di Andrea Stramaccioni, abile a inserirlo nello scacchiere della sua Inter in un 3-4-1-2 che si rivelerà importante. L’ex tecnico, tra le altre cose dell’Udinese, manda in campo Kovacic, tre giorni dopo il suo arrivo, nella gara di Siena (terminata 3-1 per i bianconeri) nella quale il talento prelevato dalla Dinamo Zagabria si mette in mostra in mezzo al campo, con movimenti e tocchi da predestinato. Da lì, forse, qualcuno doveva effettivamente capire quale fosse il vero ruolo del calciatore nato a Linz, sballottato prima sulla trequarti, poi mezz’ala e addirittura, in alcuni match, anche davanti la difesa. Insomma, un bel quesito tattico per i vari Mazzarri e, per ultimo, Roberto Mancini, che non hanno mai trovato la giusta collocazione a un calciatore di indubbio talento, ma dalla scarsa voglia di imporsi a “San Siro” che lo saluta dopo due anni e mezzo.

Il Real Madrid, Benitez e… Kroos

Per circa 40 milioni di euro, l’equivalente degli 80 miliardi delle vecchie lire, Kovacic si trasferisce, così, al Real Madrid tra lo stupore di tifosi, operatori di mercato e addetti ai lavori. Un acquisto insensato secondo qualcuno, anche perché a centrocampo la compagine allenata da Rafa Benitez è più che coperta. Il croato, tuttavia, ha dalla sua l’età per spegnere sul nascere le polemiche dei sostenitori madrileni, dal palato fino e abituati a giocate spettacolari e vincenti. Ma basterà? L’arrivo di Kovacic, malgrado tutto ciò, ricorda quello di Toni Kroos, attuale centrocampista delle Merengues, acquistato dal Bayern Monaco per 25 milioni di euro. Il tedesco campione del mondo, voluto fortemente da Florentino Perez, durante la scorsa stagione non ha lasciato il segno con prestazioni appena sufficienti per strappare qualche timido applaudo alla platea del “Bernabeu”. Anche nel luglio dell’anno scorso, nella capitale spagnola si susseguivano perplessità per Kroos, considerato un normale calciatore (per i parametri del Real) che non sarebbe servito a Carlo Ancelotti. Solo la bravura dell’allenatore italiano, che schierò il 25enne calciatore in mediana, riuscì a far calmare i bollenti spiriti, ma a fine stagione, con zero titoli conquistati, Kroos finì nuovamente nel calderone delle accuse insieme al resto della squadra. Adesso, però, i dubbi sono tutti di Benitez che, nel suo classico e rodato 4-2-3-1, deve far giocare tutti questi centrocampisti dai piedi buoni: Modric, Isco, il già menzionato Kroos, Casemiro, James Rodriguez, Illarramendi e Kovacic. Sette nomi per due posti nella zona nevralgica del campo, anche se il croato, ormai ex Inter, potrebbe essere schierato anche a supporto dell’unica punta, sulla trequarti, proprio come avviene nella Nazionale croata di Kovac. Con la speranza merengue che l’esito dell’acquisto sia differente da… Kroos (che intanto medita la personale rivincita).

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