Dieci ipotesi dello Juve-Real Madrid che sarà. Dieci variabili che andranno verificate nella semifinale d’andata

1. L’approccio della Juve. E’ forse l’aspetto più temuto dal pubblico di casa, che non ha ancora visto un inizio realmente all’altezza di una gara europea laddove in Italia i bianconeri spesso e volentieri passano in vantaggio alla prima azione realmente efficace che producono. Il balbettante e rabbrividente primo quarto d’ora di Juventus-Monaco è indicativo in tal senso.

2. La solidità della difesa bianconera. A 3 o a 4, la Juve concede poco (salvo scivoloni, vedi Borussia). I numeri dicono che il Real subisce molti più tiri in porta. E, soprattutto, non ha grande filtro a centrocampo, come più volte ha mostrato in Liga negli ultimi incontri, sebbene vittoriosi.

3. La forza offensiva delle merengues. Al netto delle scelte più o meno obbligate di Ancelotti, i blancos sono una macchina da gol che non tradisce mai. O quasi. Lo 0-0 nel derby con l’Atletico è figlio della tenacia di Simeone più che delle imprecisioni sotto porta.

4. L’assenza di Benzema. Cristiano Ronaldo forse non avrebbe bisogno di grandi favori per essere compiutamente CR7. Resta il fatto che in area di rigore l’altruismo del francese è proverbiale e si traduce in una quantità gigantesca di assist gol.

5. Vidal è in crescita. Sebbene altalenante, il girone di ritorno del cileno è più positivo dopo i balbettamenti della prima parte di stagione. Non è solo una questione di gol fatti. Vidal riesce dopo tanto a dimostrare incisività in entrambe le fasi. E la rete di Genova, infatti, è nata da un suo recupero.

6. Il gioco aereo del Real. Sono tanti, tantissimi i gol di testa degli spagnoli. Bale è il grande suggeritore, CR7 sa nascondersi ai radar avversari e farsi trovare dai compagni. Un’arma non troppo pubblicizzata ma molto importante.

7. Il dopo Conte. E’ realtà non solo perché c’è uno scudetto appena conquistato. Ma perché quel tanto di coraggio in più che la Juve dimostrava con il Ct della Nazionale era anche nella scelta di un modulo episodico proprio contro il Real, affrontato l’anno scorso con il 4-3-3. Impossibile che Allegri non proceda per strade già battute, invece.

8. Relax contro stress. Juve già campione, Real a inseguire il Barcellona, con un -2 tutt’altro che agevole da rimontare. A gioco lungo, cioè contando anche il prossimo weekend, può pesare.

9. Llorente o Morata? Il bomber che l’anno scorso ha segnato in entrambi i confronti diretti e che con la Sampdoria ha mostrato di essere in condizione o l’ex scattante, forse un po’ involuto nell’ultimissimo periodo ma determinante agli ottavi con il Borussia? Prima uno e poi l’altro per stancare fisico e attenzione della difesa madridista?

10. Pressing contro rapidità. La Juve può anche tentare di alzare il baricentro (e Pereyra potrebbe risultare fondamentale nell’accorciare la squadra e nel creare fratture altrui). Ma la rapidità del Real quando si trova a memoria indurrà un atteggiamento molto più prudente da parte della Juve?

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