Era il grande dubbio della vigilia contro il Siviglia: chi giocherà davanti alla difesa nella Juventus contro il Siviglia? Hernanes

Allegri è così: ha le proprie idee, le porta avanti, determinato, crede nelle scelte fatte. Non cambia in corsa, non si pente. Che se sbagliare è umano, perseverare è da tecnico. Ma ha ragione lui, almeno dopo Juventus-Siviglia. Il profeta davanti alla difesa, con Khedira a destra e Pogba a sinistra in un centrocampo a 5. La squadra è coperta bene, non ha fretta, è matura. Sembra una squadra da Champions: quando l’avversario la fa giocare, la Juve gioca. E gioca anche bene. Hernanes fa il regista ma lo fa con semplicità. Non rincorre ritmi forsennati, non si affanna a raccogliere tutte le palle che può, come faceva Pirlo. Nei primi venti minuti dà la scossa: calcia 3 volte verso la porta e nella primissima occasione sfiora il vantaggio con la palla che lambisce il palo. L’approccio alla gara è buono, entra in campo determinato, voglioso di ribaltare le critiche dopo la partitaccia di Napoli. E ci riesce. Il primo tempo è d’alto profilo, sostenuto anche da un ritmo piuttosto buono.

Nella ripresa Hernanes cala un po’. Va meno forte. Si fa vedere meno, regala qualche brivido ai tifosi bianconeri in qualche disimpegno un po’ rischioso. Sarà la logica del campo e del ruolo, probabilmente. Al 60′ regala una gran palla per Cuadrado, è l’ultimo lampo vero in una partita comunque discreta. Non è la migliore della propria carriera ed è un po’ ingabbiato in un sistema di gioco che lo tiene lontano da giocate spettacolari e dribbling sulla trequarti, ma è utile. Utilissimo. Fa tanto lavoro sporco, effettua 56 passaggi e garantisce ad Allegri quella qualità che il tecnico voleva.

Sarà la certezza di questa Juve che partita dopo partita prende forma. Allegri lo aveva detto già qualche settimana fa: “Hernanes è un interno di metà campo che sa fare anche il trequartista”. Non era il trequartista che voleva e forse è addirittura meglio così, ma è presto per sentirglielo dire. Il profeta è quello che fa gioco, il sostituto dell’insostituibile Pirlo. Si è ritrovato a fare il regista e lo fa a modo proprio. Ma per questa Juve è fondamentale avere un calciatore lì con quelle caratteristiche, soprattutto se deve imporre il proprio gioco. E sarà ancora più importante in alcune partite di campionato con l’avversario nella propria metà campo per larga parte dei 90 minuti. Che sia profetico.

CONDIVIDI