Manca una settimana alla sfida d’alta classifica tra Juventus e Napoli: ecco come le due squadre si sono comportate nelle stesse partite

Ormai è lo sport di questi giorni e lo sarà fino a sabato 13 febbraio, sempre che lo scontro diretto da giocarsi a Torino decida davvero qualcosa sul rapporto di forza e la posizione in classifica delle due contendenti. Si prova a giocare in anticipo Juventus-Napoli, si ipotizzano analisi sulle diverse identità, si mette sulla bilancia il peso delle rispettive strisce di vittorie consecutive (13 i bianconeri, da record; ma non meno significative sono le 7 del Napoli, che ha intrapreso un ritmo che ha totalmente sfiancato il resto della concorrenza). Emerge una verità di fondo, ovviamente: laddove Allegri ha costruito una squadra che – dopo le distrazioni iniziali – si è riportata su livelli di solidità che la rendono la migliore difesa del campionato, il Napoli è una macchina da gol che ha in Higuain un attaccante da una rete a partita, ma che inizia a evidenziare il contributo dell’intero tridente, con un Insigne mai così continuo nelle stagioni precedenti e un Callejon che trova la via delle rete anche in Italia, visto che in Europa non l’aveva mai smarrita. Questa differenza di struttura nel corpo delle due squadre non impedisce di immaginare un copione opposto per la gara dello Juventus Stadium e anche per il dopo. Non ha torto Fabio Capello a immaginare come fattore determinante il rovesciamento delle parti fin qui andate in scena, quanto cioè la produzione di gol della Juve sarà rilevante e come davanti a Reina si comporterà un reparto che ha quasi totalmente cancellato le abbondanti incertezze maturate nella precedente stagione (forse solo Sarri poteva scommettere su un riscatto di queste proporzioni).

Giusto per arricchire il quadro e proporre una tabella che ancora non ho letto sui giornali, ecco che nell’ambito del tratto di campionato già percorso può essere interessante verificare come si sono comportate le due aspiranti al tricolore contro gli stessi avversari. Poco più di un gioco, si sa che in un confronto di questo genere può contare molto il momento temporale nel quale avvengono queste gare a distanza. Ma vedendo come il Napoli abbia regolato la Lazio con uno 0-2 piuttosto semplice, maturato interamente nel primo tempo esattamente come ha fatto la Juventus all’Olimpico, la suggestione dell’accostamento produce queste piccole riflessioni.

1) Intanto, lo scontro diretto

Non è un episodio trascurabile. Il vantaggio del Napoli in classifica è maturato proprio nel 2-1 rifilato a una Juve alquanto in difficoltà nello scorso autunno. Ciò significa che i partenopei godono di una rendita di partenza, hanno messo il dito nella piaga dei limiti degli avversari, possono giocare con una maggiore serenità. Al contempo, se Dybala e compagni rovesciassero il verdetto riprodurrebbero un film già visto nelle precedenti stagioni, dove si è visto un Napoli alquanto pallido nella sua versione torinese

2) Quando la Juve ha fatto meglio

Le coincidenze, in questo caso, costituiscono una prova di un limite che il Napoli ha avuto, di un vizio che con Benitez ha creato non pochi problemi nella continuità delle prestazioni e dei risultati e che nel 2015-16 ha zavorrato in qualche misura il cammino azzurro nella prima parte. Mi riferisco ai punti persi sui campi di provincia. A Carpi, il Napoli non riuscì a produrre lo straccio di una rete, laddove la Juve chiuse il 2015 con qualche patema d’animo ma con 3 punti e una strepitosa prestazione di Mandzukic. A Empoli, i bianconeri vinsero senza brillare (anche in quel caso rimediando a un inizio che li vide pure andare sotto). Il Napoli, invece, fu inchiodato da un 2-2 a inizio campionato. Ed anche col Genoa, la Juve vinse nel suo periodo più difficile, mentre Higuain venne bloccato e con lui tutti i compagni. Altro 0-0, stavolta casalingo, con la Roma, laddove Dybala ha saputo inventare il sinistro che è valso la conquista dell’intera posta.

3) Le situazioni simili

Non sono poche e rivestono un significato. Della Lazio, abbiamo detto. A Verona, col Chievo, la Juve ha giganteggiato (0-4), il Napoli no (0-1) ma la sostanza è la stessa. Entrambe hanno superato la Fiorentina davanti al proprio pubblico. A Genova, con la Sampdoria, le vittorie sono state convincenti, anche se meno sofferta quella azzurra. Entrambe sono uscite a mani vuote da Reggio Emilia (un fiore all’occhiello per Di Francesco). 2-1 in fotocopia contro il Torino, ma il derby dello Juventus Stadium, risolto all’ultimo secondo, ha avuto un peso morale più forte, dando il via alla rimonta bianconera.

4) Dove il Napoli è stato più virtuoso

Un solo esempio, ma fondamentale. La Juve perde in casa con l’Udinese 0-1 alla prima giornata, laddove al San Paolo i friulani escono sconfitti di misura. Quello stop, più di ogni altro, quella macchina incapace di mettersi in moto subito in una partita “normale”, dove il verdetto avrebbe potuto essere tranquillamente diverso, ha generato un sentimento di fiducia in chi arrivava a Torino e – negli anni precedenti – partiva praticamente battuto. Senza quella sconfitta, verosimilmente, non ci sarebbero stati i passi falsi con Chievo e Frosinone. Ma forse, neanche le 13 vittorie consecutive, obbligate appunto dalla falsa partenza, la Juve non ha potuto – e ancora non può – concedersi un passo che sia diverso. A proposito: a Frosinone, prossimo impegno, il Napoli ne ha rifilate 5. Ne basteranno comunque di meno perché la sfida del 13 sia un’ipotesi di sorpasso.

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