Il montenegrino e i bianconeri si osservano da tempo. E si piacciono.

Stevan Jovetic per l’ennesima volta nei radar della Juventus. Viene scritto un po’ ovunque, accade nel gennaio 2015 come accadeva nell’estate 2013. È una liason forse tecnicamente ideale, non così facile, non così scontata, per quanto tanti addetti ai lavori sarebbero pronti a scommettere che avvenga, primo o dopo. Perché nell’aria da tempo c’è una consapevolezza che circola forte: Jo-Jo vuole la Juventus, la voleva già quando era alla Fiorentina, quando Antonio Conte faceva costantemente il suo nome, quando l’amico e connazionale Mirko Vucinic gli raccontava quale fosse il profumo della vittoria.

C’era anche la numero 10 in ballo. Maglia che nel passato ormai remoto fu sognata da Lajos Detari e vestita da Giancarlo Marocchi, ambita un giorno dal brasiliano Diego e negata a Sebastian Giovinco. Oggi, e per il prossimo anno e mezzo, appartiene a Carlos Tevez. Massimiliano Allegri li vedrebbe anche bene insieme, o con il montenegrino alle spalle, o con Jovetic ispiratore del rush finale di campionato e Tevez dedicato alla Champions League (non in modo esclusivo) per almeno altre quattro partite. In società se ne dice un gran bene da tempo, piace a tutti, è sempre piaciuto. E poi la trattativa se non è proprio decollata è comunque in essere da sempre. Da quando lo stesso Jovetic dichiarò (da un ritiro con la sua nazionale) di voler vestire bianconero.

Esistono però liason a buon fine e matrimoni che il destino dice che non s’hanno da fare. In casa Juve i più recenti hanno riguardato il colombiano Fredy Guarin (che ha firmato per ben due volte per la Juve senza vestirne mai la maglia) e Manolo Gabbiadini (di proprietà, prestato e poi ceduto e quindi con zero presenze con la maglia della Vecchia Signora). O ancora Alberto Gilardino, che una volta lasciato il Milan ha perfino cambiato procuratore pur di togliersi uno sfizio che era poi il sogno di quando era ragazzino e giocava nel biellese. Per Jovetic magari è diverso. Però il Manchester City lo scaricherà entro 6 mesi. Al prossimo cambio di maglia, se non sarà Juve, i colori bianconeri diventeranno per lui sempre più opachi. Anche perché Marotta non sembra uno che cambia le proprie condizioni e il proprio modo di agire in base a slanci emotivi.

CONDIVIDI