Miglior attacco e miglior difesa al giro di boa della Premier

Nonostante la feroce rabbia di Mourinho per i presunti torti nell’ultima gara con il Southampton, con conseguenti (e un po’ scontate conoscendo il soggetto) dietrologie complottistiche, il bilancio del girone d’andata del suo Chelsea è più che positivo tenendo conto del saldo totalmente positivo con la scorsa stagione. Un anno fa, i Blues al giro di boa si presentarono al terzo posto, staccati di 2 punti dall’Arsenal – crollato poi nella seconda parte – e di 1 dal Manchester City, che avrebbe poi vinto sul filo di lana.

Oggi, Hazard e compagni non solo sono campioni d’inverno, ma hanno anche ben 6 reti in più e un Diego Costa che sta garantendo esattamente quel che aveva promesso nell’estate delle speranze (non altrettanto in Europa, dove l’ex colchonero ancora non è andato a segno). Il Chelsea è l’esempio più eclatante di squadra che in un anno ha cambiato pelle, come del resto spesso succede allo Special One nelle sue varie esperienze, in crescita con il radicarsi della conoscenza degli uomini che ha a disposizione. L’anno scorso i londinesi avevano segnato 35 reti a questo punto, molto indietro dagli attacchi ben più poderosi di Manchester City (54), Liverpool (44) e Arsenal (37).

Oggi Diego Costa è il trascinatore di una formazione capace di realizzare 41 centri esattamente come il Manchester City, che però accusando l’assenza forzata di Aguero è destinato a perdere questa sezione del duello. In più, a riconoscimento del lavoro di Mourinho, vi è anche la tenuta della retroguardia, confermando un dato di forza difensiva che era già emerso nella scorsa Premier League, ma in maniera continuativa solo a partire del girone di ritorno.

Mettendo a confronto le classifiche maturate dopo 19 gare, spiccano altri dati decisamente evidenti. La delusione delle due squadre di Liverpool, ben lontane dal ruolino di marcia che aveva garantito ai Reds l’accesso in Champions League e all’Everton quello in Europa League. La leggera ripresa del Manchester United, migliorato non troppo, però approfitta della crisi di altri e si issa perciò a un confortante terzo posto dopo il fallimento del 2013-14.

C’è poi il boom del West Ham, che chiuse l’anno 2013 in piena zona retrocessione, si salvò in rimonta e oggi ha un sicuro sesto posto che può consentire qualche sogno europeo. Infine, nonostante sia ultimo e a 3 punti dalla salvezza, non disperi il Leicester. Il Sunderland nel 2013-14 era in una situazione simile ed è riuscito a restare nel massimo campionato persino con una certa tranquillità.

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