Chi è il colombiano Bacca ex Siviglia, per cui i rossoneri hanno pagato l’intera clausola rescissoria. Ma soprattutto, da dove viene

I più ottimisti si augurano che un ragazzo che nel 2009 vendeva il pesce per aiutare suo padre e faceva il bigliettaio sugli autobus per aiutare se stesso al 1 luglio del 2015 possa essere arrivato a essere caposala di un ristorante in riva al mare o in alternativa un attento autista di mezzi pubblici. E invece Carlos Bacca il suo destino l’ha sovvertito e il 1 luglio 2015 è diventato ufficialmente un nuovo calciatore del Milan che per lui ha sborsato 30 milioni di euro. Ma cos’è successo in questi 6 anni?

Per comprendere meglio il grande passo fatto da Bacca occorre partire dal principio, ovvero dai pescherecci di Barranquilla (Colombia), un luogo in cui per forza prendi coscienza o che stai lì e ti aiuti per sopravvivere, o hai un talento fuori dal normale e la relativa forza di volontà per coltivarlo. Carlos ha preso coscienza di questa cosa e ha deciso di portare avanti entrambe le strade: di giorno sopravvivendo grazie al settore ittico, di notte facendo il fenomeno nei campi da calcio, giocando per l’Junior Barranquilla.

La costante di questi 2 momenti della giornata ma anche di questi 6 anni sono una compagna (ora moglie) e la fede verso Dio, che gli hanno dato la forza per andare avanti. L’analogia che ha per oggetto bacca frutto e Bacca Carlos, è di quelle che subito fanno capire il profilo del personaggio: la bacca è un frutto dalla polpa ricca, ma ricoperto da una membrana troppo piccola come Barranquilla, un paesino che và stretto a chi vuole coltivare i propri sogni come Carlos. Allora bisogna stare attenti che non grandini sopra questo frutto, che cresca nelle migliori condizioni fino alla maturazione, che arriva puntuale al Club Brugge, in Belgio. Nel club nerazzurro (non gliene vogliano i suoi nuovo tifosi), Bacca segna 31 gol in 54 presenze. Qui il cafeteros vince il titolo di capocannoniere e conquista le attenzioni del clùb con cui sarebbe salito sul tetto d’Europa, il Sevilla.

Nel luglio del 2013 si trasferisce in Andalusia e inizia a segnare con una media gol simile a quella di Benzema, subito dietro a Messi e Ronaldo. Miete vittime illustri come il Real Madrid a cui segna una doppietta e vince l’Europa League a Torino contro il Benfica, dolce finale di una grande stagione. Tutto qui? Proprio no, dopo il dolce c’è la frutta e allora riecco un anno dopo Bacca ancora sul tetto d’Europa, ancora col Sevilla. Stavolta lo speciale guest della serata è proprio lui: doppietta al Dnipro, coppa conquistata e alzata al cielo, stavolta a Varsavia.

Il finale della storia è troppo perfetto per permettere che una sua permanenza a Sevilla ne alteri la gloria e allora ecco il Milan. Che paga fino all’ultimo centesimo la sua clausola rescissoria di 30 milioni. Bacca arriverà a Milano dopo le meritate vacanze, pronto ad incontrarsi coi suoi nuovo tifosi rossoneri, i Casciavit. Loro che sono lo zoccolo duro della tifoseria rossonera e che vengono fuori dal proletariato. Siamo sicuri che l’empatia col colombiano sarà totale, latino dal cuore caldo ma proveniente anche lui da un’infanzia passata col cruccio del lavoro per necessità. Bacca è del Milan, a cui spetta questo frutto dopo troppe stagioni non ancora digerite dall’ambiente rossonero.

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