La Sampdoria di Mihajlovic va forte, cosa c’è dietro?

I blucerchiati stanno andando più forte delle griglie estive 2014/15, più forte delle aspettative anche societarie, più forte anche della Fiorentina che cacciò il tecnico serbo per prendere Delio Rossi che a sua volta fu cacciato per problemi nella gestione dello spogliatoio. Montella ha messo a posto tante cose, a parte la casella sanitaria che lo costringe a invenzioni su invenzioni. E quindi la Sampdoria sta stupendo anche i suoi stessi interpreti.

Recuperato Romero tra i pali, rigenerato dall’exploit al mondiale con l’Argentina (che racconta da sempre storie incredibili di portieri-carneadi che si trasformano per un anno o due al massimo), ci sono soprattutto i giovani: Romagnoli via Roma e Gabbiadini via Juventus su tutti. Questo è il merito di Mihajlovic, trasversale: non escludere i vecchi (Palombo, Gastaldello), anzi farli sentire centrali e coinvolti nel progetto, inventare poco a livello di ruolo, lanciare da titolare un’eterna seconda scelta come Soriano, tenersi stretto Eder e non far giocare Bergessio se non è connesso mentalmente e fisicamente.

La ricetta funziona. Ecco allora due buoni motivi per evitare di ritoccare l’amalgama: Cassano e Pazzini. Loro vorrebbero, Ferrero non deve cedere né alla tentazione né alla piazza. Deve ascoltare l’allenatore, che dopo aver detto no in tutti i modi a Cassano nel corso dell’estate perché tatticamente superfluo nel suo 4-2-3-1 e primadonna in un posto dove si sentirebbe primadonna fin dal primo minuto del primo giorno (quel quarto posto con Del Neri in panchina fa troppo credito) adesso non è convinto neppure di un eventuale arrivo di Pazzini. Il centravanti vuole Genova, Milano non lo vuole più, il resto è roba secondaria. E invece, conoscendo Mihajlovic, Pazzini se ne dovrà fare una ragione: se vuol giocare gli tocca la provincia, dove gente come Signori e Baggio ha chiuso in bellezza carriere ben più straordinarie.

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