Fotografia tecnica di un uomo mercato mancato: Diego Perotti però può rifarsi, molto presto, se non ci saranno più equivoci

Se non è stato per quest’anno, sarà per il prossimo, ma Diego Perotti sarà uomo mercato da trasferimento per titoli forti. Almeno in Serie A. E’ del Genoa, società capace di monetizzare ogni genere di resurrezione (il Palermo se in inventa una ogni tanto e l’Udinese lavora dal basso, in questo sono differenti dal club di Preziosi), era del Siviglia dove fece innamorare Antonio Conte prima di sparire dalle carte geografiche e finire quasi in regalo sotto la Lanterna. Già in Spagna arrivò per quattro lire, fino a raggiungere una valutazione di 20 milioni di euro. Paradiso-Inferno-Paradiso. E adesso siamo di nuovo lì.

C’è però stata un’intera estate di mezzo. E Perotti non si è mosso, per la gioia del tecnico Gasperini e contro ogni pronostico della proprietà che era arrivata perfino a trattare in modo consistente il passaggio sotto la Lanterna di Iturbe dalla Roma. Eppure su Perotti si erano mosse Juventus, la stessa Roma prima di scegliere Iago Falque, l’Inter, il Milan e soprattutto il Napoli. Solo i giallorossi cercavano un attaccante esterno, ed è qui l’equivoco. Perotti dà il meglio appunto quando può gestire zone laterali del campo, per affondare o accentrarsi, dunque però sempre con il tempo di accelerare ed eventualmente ragionare. Invece, con la Juve defilata dopo la mossa anticipata per Dybala, le acquirenti rimaste (le milanesi e il Napoli) si sono fermate al momento dell’offerta ufficiale. Non soltanto per i 18 milioni richiesti da Preziosi, ma perché Perotti in fondo un trequartista centrale non è, per quanto atipico. D’altronde Sarri cercava il “suo” Saponara finendo oggi per fare 4-3-3 e buonanotte (Insigne era già esattamente ciò che avrebbe potuto fare Perotti), Mancini pensava al rifinitore e ha visto in Jovetic ancora il giocatore che fu a Firenze mentre in corsia voleva corsa e grinta (identikit che era stato individuato in Perisic), Mihajlovic s’era fissato con il problema difesa chiedendo alla società di puntare tutto su Romagnoli e di aggiungere un attaccante naturale viste le uscite di buone possibili riserve come Pazzini e Matri (e Galliani con Balotelli ritiene in questo senso di aver fatto al suo allenatore un regalone).

Sta di fatto che Perotti è rimasto a piedi. E c’è rimasto pure male. Qualche soldino in più dal Genoa può stimolarlo a ripetersi, dimostrando forse di non essere un fuoco di paglia di quelli che “fregano” le big. Difficilmente sbaglierà, visti il tecnico, il contesto e le scarse pressioni. E da gennaio sarà nuovamente ora del grande tormentone.

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