Era giusto, forse, aspettarsi un impatto diverso di Dzeko sul campionato italiano. Ecco cosa rimarrà della prima del bosniaco nel campionato italiano

Sono i sogni d’Estate, i discorsi da ombrellone, la sabbia che scotta e si raffredda in un pomeriggio veronese. Il bosniaco rimane in campo per 90 minuti contro il Verona, gioca tutta la partita, ma è bloccato. Subisce la marcatura di Marquez, difensore dai modi rudi che ci mette tutta la propria esperienza per fermare il calciatore all’esordio ufficiale con la maglia della Roma. Pronti-via e nei primi quindici minuti viene cercato tre volte in area di rigore ma è costretto a rigiocare la palla: l’inizio, in chiave tattica, è quella di un calciatore al servizio della squadra che non fa da terminale offensivo. Sprazzi di centravanti puro quando su un cross dalla trequarti di Florenzi sbaglia l’intervento Marquez e Dzeko si fionda col sinistro ma la posizione è sfavorevole e finisce alto. Non trova spazi centralmente allora si muove molto: sul centrodestra soprattutto. Ispira Pjanic al 21′, e dieci minuti più tardi prova lui il dribbling ma viene steso con un fallo. Ci prova anche dai 25 metri ma finisce alto.

La ripresa è dura per la Roma: Dzeko recupera palla sulla trequarti e prova il suggerimento, ma è sbagliato. Ci prova anche su corner, ma di testa è ben marcato da Moras. Poi 1-0 e 1-1 in dieci minuti. Lui rimane a guardare, Poi al 69′ costringe Rafael ad una buona uscita alta, per evitargli un gol che non avrebbe proprio potuto fallire. Nell’ultimo quarto d’ora perde un pallone, recuperato da un ottimo Marquez, che potrebbe far male alla Roma. L’ultimo sussulto è un tiro di testa su calcio d’angolo dalla sinistra, ma non fa male.
L’esordio di Dzeko è un rinviare i primi giudizi alla prossima partita, quando ci sarà la Juventus, e non sarà una partita come le altre. Quando conterà davvero. Quello visto a Verona è un attaccante che non riesce a liberare i propri istinti, ma le attenuanti sono tante. La prima è un Florenzi praticamente inconsistente dal punto di vista offensivo: non guadagna mai il fondo e dall’altra parte i giallorossi scelgono di non spingere praticamente mai. Non raccoglie palloni giocabili, fa quel che può ma è come un leone un attaccante in gabbia. O come un attaccante bloccato da una difesa che gioca all’italiana.
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