Archiviato il Milan di Inzagni, Gasperini guarda al futuro

Momentaneamente terzo in classifica in Serie A con il “suo” Genoa, Giampiero Gasperini ha fatto rewind in attesa di fare bingo. L’ultimo gioiello è il successo ai danni del Milan di Inzaghi, dopo aver sconfitto a Marassi anche la Juventus, e il passato si proietta verso il futuro: può Gasperini superarsi e portare il Genoa in Europa? Può così il tecnico torinese affrancarsi dall’etichetta che si portava dietro dopo le bruciature dell’esperienza all’Inter?

La risposta è sì, anche se il calcio toglie e il calcio dà sovente anche nel giro di un mese. Questo Genoa ha meno talento e meno personalità di quello Gasperini 1.0, ma è più squadra. Ovvero prende meno gol contro chi prendere gol vuol dire perdere la partita. C’è meno spazio per lo spettacolo, molto per una guerra all’inglese in tutti i reparti (a dimostrazione che se in settimana si corre poi alla domenica si corre, a dimostrazione anche che se Preziosi si fida è un bene per tutti). Il filo conduttore resta il gioco, per dirla come la direbbe Gasperini. Cioè nel suo caso l’idea di non aver fretta a raggiungere le punte e piuttosto prendere campo sfruttando offensive esterne che nella peggiore delle ipotesi vincolano a un uno contro due. Mai nella morsa, è la sua filosofia, proprio per ottenere un calcio più scorrevole, che possa sfruttare gli spazi.

Poi la verità è che questo Genoa sa anche essere molto italiano, per esempio nello sfruttamento delle palle inattive, creando un mix che in Serie A fin che dura è letale. Non ha fretta di riconquistarsi un big, Gasperini. Cresciuto tecnicamente e mentalmente sia come come calciatore che come allenatore nelle giovanili della Juventus, l’attuale tecnico del Grifone ha dalla sua l’esperienza giusta per gestire un gruppo mutevole (con Preziosi è così, in ogni sessione di mercato) e anche vasto. Succede a chi allena le giovanili da una vita, è la prima regola. Sapersi azzerare e saper resettare. Senza la smania a questo punto di cercare a tutti i costi la rivincita nel calcio che conta. Alla cassa, con Moratti, Gasperini ci è bene o male passato e vale più di una pensione.

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