Antonio Di Natale pare non volersi fermare nonostante questo possa essere nella migliore delle ipotesi il suo penultimo anno da calciatore agonista.

Nel novero dei tanti record stabiliti con la maglia dell’Udinese, ultimo delle serie il primato assoluto di presenze con la maglia bianconera friulana con tanto di sorpasso a quota 376 ai danni del difensore Valerio Bertotto (colonna dell’epoca d’oro di Zaccheroni, tra le altre), ce n’è uno che raggruppa e mette in fila tanti campionissimi italiani del calcio moderno: resiste infatti soltanto Francesco Totti in testa alle stagioni consecutive di Serie A terminate con reti in doppia cifra, poi appunto c’è Totò Di Natale, che con il gol di testa rifilato al Sassuolo raggiunge quota 10 anche nell’annata calcistica 2013/14. Sono quindi otto i campionati consecutivi nei quali l’attaccante napoletano raggiunge il simbolico traguardo (spesso significativo per chi di mestiere fa anche il goleador).
Totti ha fissato l’asticella a quota 9 (dal 2002 al 2011, anno quest’ultimo in cui Di Natale chiuse alle spalle dei soli Messi e Cristiano Ronaldo in quanto a realizzazioni nel periodo solare). Il capitano della Roma ne ha poi inanellati altri quattro di campionati così, confermando una leadership italiana, ma anche di squadra, assolutamente inattaccabile. Certo, gli ambienti aiutano, le squadre che giocano al servizio, ma questa leadership ce la si conquista appunto anche con i gol, dei quali tantissimi spesso decisivi. E’ nel DNA di ogni attaccante che in qualche modo riesce a entrare nella storia grazie alla grande dote della continuità: se a Di Natale venissero contabilizzati anche due campionati precedenti, quello in C1 con il Viareggio e quello in Serie B con l’Empoli, le doppie cifre aumenterebbero ancora.
Nessun italiano come lui, a parte Er Pupone. Prendiamo gli altri: Christian Vieri e Pippo Inzaghi si sono “fermati” a 7 doppie cifre di fila in Serie A (il primo ha anche però in dote la doppia cifra che virtualmente vale otto all’Atletico Madrid nella Liga nella parentesi tra Juve e Lazio, il secondo addirittura poi altre 6 doppie cifre tra le esperienze nelle serie minori e le altalene con il Milan anche se mai consecutive al filotto citato). Roberto Baggio, Vincenzo Montella e Beppe Signori sono rimasti fermi a quota 6, anche se per il Divin Codino parlano anche le 4 doppie cifre di Bologna a fine carriera. Per lui, la beffa di non aver raggiunto quota 10 proprio nell’anno del primo scudetto di Lippi, suo ultimo anno a Torino. Discorso incredibilmente analogo per Signori, il quale però filotta virtualmente a 8 se si collegano i due anni in Serie B di Foggia prima dell’esplosione in A agli ordini di Zeman. Per chiudere la top ten virtuale della quale Di Natale occupa quindi il secondo posto solitario, si tenga conto che un perfido cecchino come Enrico Chiesa ha ottenuto 8 doppie cifre con tre maglie diverse ma sempre con delle stagioni-pausa in mezzo. In attività c’è ancora il sempre sottovalutato Alberto Gilardino, magari altalenante, ma con 9 doppie cifre in Serie A all’attivo con un record però di 4 consecutive dal 2003 al 2007 tra Parma e Milan.
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