La riflessione nasce dalla partita di andata di Europa League tra Juventus e Fiorentina, segnata dalle reti di Vidal in apertura e Gomez in chiusura e da un Chiellini senza dubbio tra i migliori in campo, come spesso accade quando c’è da dare battaglia, se non addirittura il migliore

Spettacolo a parte, che c’è stato solamente a tratti, il dubbio che sorge non è nuovo: ma in Italia c’è ancora qualche difensore di alto livello che sa marcare a uomo? Non prendetela come una critica tout-court, il problema in realtà è transnazionale e non riguarda di certo segnatamente quella che da diversi mesi è pubblicamente riconosciuta come la squadra italiana più forte, cioè la Juventus. Averne di uomini così non guasta, soprattutto nelle partite “secche” (vedi Mondiali o finalissime) e anche nei confronti a eliminazione diretta (vedi competizioni europee o fase finale di Coppa Italia): in Italia non resta che Chiellini, nato laterale sinistro di spinta e fortunatamente riassemblato da centrale difensivo quasi puro.

Una fortuna alla quale Prandelli dovrà appendersi, supponendo non ci siano già problemi nel primo girone. Una certezza. Perché il difensore toscano è l’unico a “sentire” l’uomo quando necessario, dote basilare e difficile da insegnare soprattutto per una generazione di calciatori cresciuti con il concetto esclusivista della zona a prescindere dai sistemi difensivi utilizzati. Quel “sentire” vuol dire avere la naturale prontezza di abbandonare il concetto di territorio di campo e incollarsi all’avversario per limitarne ricezioni o giocate. Ma non basta: vuol dire anche “farsi sentire”, utilizzare il corpo, concentrarsi sul pallone e anche non aver paura di rischiare figuracce tipiche delle situazioni di uno contro uno, quelle che poi finiscono negli highlights (in negativo) e nelle pagelle dei giornali.

Ebbene, Chiellini ha tutto questo. Criticato per una scarsa grazia nei movimenti, per una presunta fallosità mai riscontrata nei nnumeri a confronto con altri grandi difensori europei, per la gestione delle marcature, appunto, sui calci fermi. Fateci attenzione: ogni Nazionale che si rispetti ha un Chiellini in dote, quindi gli Azzurri ne hanno dannatamente bisogno per pensare di poter tener testa alle grandi favorite di Brasile 2014.

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