Nonostante tutto e tutti (Roberto Mancini incluso), il dirigente del Milan ce l’ha fatta…

Adriano Galliani è ancora uno dei pochi sul palcoscenico del calcio italiano a far valere il proprio peso specifico. Questo nonostante i pessimi risultati del Milan dell’ultimo triennio e le sbandate societarie dei rossoneri, impensabili anche solo fino a un lustro fa. L’ultima prova di forza, nel pasticcio generale che ha anche comportato lo scaricare un calciatore del nome e del livello (teorico ma anche mediatico) quale Fernando Torres dopo appena sei mesi, è quella messa in piedi per arrivare ad Alessio Cerci. La svolta è stata tutta nella triangolazione con l’Atletico Madrid, che pare aver fatto l’operazione ben oltre le volontà dell’allenatore Simeone (pronto a cambiare club a giugno, il suo ciclo madrileno volge quindi al termine).

Per arrivare a Cerci c’era un problema non minimo da affrontare, problema che in pochi conoscono e che non è venuta alle cronache. Si tratta del no preventivo che l’ala romana aveva comunicato al proprio procuratore Sergio Berti. No al Milan. Tassativo. In ballo c’era l’onore e quell’essersi ripromesso di non ascoltare mai più i rossoneri dopo le false promesse estive che avevano costretto di fatto Cerci ad arrivare agli ultimi giorni di mercato per poter trovare squadra che non fosse più il Torino, ovvero una squadra con palcoscenico, appeal e ingaggio ben diversi da ciò che potevano mettere sul piatto i granata.

Ebbene, Galliani ce l’ha fatta. Ha accontentato il suo pupillo Inzaghi, fortemente voluto dall’amministratore delegato e forse ultimo nome con cui evitare di perdere la faccia agli occhi di patron Berlusconi. Cerci sì, quindi. A tutti i costi. A costo anche di chiedere scusa. Usando gli argomenti che solo Galliani può usare in una stagione in cui non c’è nessun titolo per cui lottare. Tagliando fuori anche l’Inter e Roberto Mancini, che aveva ottenuto la parola del giocatore. L’ennesimo piccolo grande capolavoro quindi e lo fu anche oggettivamente per Balotelli. Che i risultati siano proporzionati è quindi tutto da dimostrare…

CONDIVIDI