Pantaleo Corvino non ha dubbi: sarà Serie A e sarà da primi otto posti. E Bologna sogna con Pazzini possibile centravanti

E’ presto ma è anche tardi per il mercato, ma Giampaolo Pazzini che si libera a parametro zero dal Milan è uno degli affari annunciati per chi pensa di rivitalizzare il giocatore e rilanciarlo nel grande palcoscenico da titolare conclamato, mettendolo al centro del progetto. Tra queste l’accelerazione decisiva è quella del Bologna (che lotta ancora in Serie B ma che vanta capitali già sopra la media per l’attuale Serie A) che ha individuato nel goleador dell’anno d’oro della Sampdoria di Del Neri (con Cassano al fianco e Marotta-Paratici in dirigenza) il nome da cui partire per la nuova avventura “americana” nella massima serie. Già, perché la promozione viene data per assodata, e in caso di clamoroso fallimento dell’obiettivo l’idea è comunque analoga a ciò che fece Zamparini quando portò a Palermo, nella serie cadetta, gente del calibro di Luca Toni e Fabio Grosso.

Pazzini è un classe 1984 e c’è chi sostiene che abbia ancora molto da dare (lui ha una voglia matta di riprendersi i titoli dei giornali) dopo gli “strani” anni di Milano. Tra Inter e Milan due partenze a mille, non sono guardando i numeri: 11 gol in 4 mesi all’approdo in nerazzurro a gennaio (quando Garrone lo cedette ai nerazzurri e la Juve si dovette accontentare di Matri prelevandolo dal Cagliari) e poi 15 gol alla prima stagione in rossonero. Mai però un titolarissimo all’ombra del Duomo, Pazzini ha pagato le conseguenze di rivalità nel ruolo fatte di grandi campioni (anche mediatici) finendo sempre in secondo piano nelle scelte dei tanti tecnici passati sulle due panchine (Allegri, Seedorf, Inzaghi solo in rossonero). Un amaro ritorno al passato: la situazione fatta di buone parole e ottimi propositi, nonché della prematura benedizione da parte di Alessandro Del Piero che in un’intervista lo elesse a proprio erede, è simile a quella che Pazzini visse a Firenze. Sempre dietro. Sempre con un titolare e raffiche di gol davanti.

Forse Pazzini soffre la competizione ma sulla qualità del giocatore non ci sono dubbi: per questo il Bologna fa bene, memore anche delle sublimi esperienze vissute con Roberto Baggio, Beppe Signori e Marco Di Vaio una volta usciti dal giro “competitivo”. Un triennale con una cifra appena superiore al milione e mezzo a stagione e ci siamo. Pazzini è pronto a dire sì, voglioso di un nuovo inizio.

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