Cosa aspettarsi dalla seconda stagione partenopea dell’allenatore madrileno…

Il Napoli 2014/15 ha avuto una partenza esattamente contraria a quella della passata stagione, prima sotto la guida del tecnico spagnolo Rafa Benitez, uomo che in genere costruisce col tempo e dal quale si è fatta fatica a capire cosa sia successo nel preliminare di Champions League e anche in qualche sussulto successivo. La sensazione è che non lo sappia neppure Benitez, che intanto deve pensare a non subire strappi eccessivi in campionato lavorando come sempre al meglio in campo europeo, soprattutto in un trofeo alla portata e già ben noto all’ex tecnico del Liverpool come l’Europa League.

Intanto però quel che ancora non è chiaro a Napoli, e forse neppure a un uomo tutto sommato lungimirante come De Laurentiis, è che Benitez è quel tipo di tecnico che deve sentire di avere tutto in mano. Tanto per intendersi anche il settore giovanile e il proprio reale ascendente sul mercato. E questo in Italia, salvo che non sia un giorno proprio il Napoli ad aprire la strada, non pare a oggi plausibile e possibile in nessun club (vedere anche ciò che è accaduto a Conte con la sua amatissima Juventus). A Liverpool Benitez per esempio inseriva tecnici e collaboratori di propria fiducia, al 90% per di più spagnoli, in ogni dove: settore giovanile, staff medico societario, addirittura anche in dirigenza e tra gli osservatori ufficiali. E il Napoli deve capirlo, deve trovare questa forza se non vuol gettare all’aria una stagione delicata come quella appena incominciata, rischiando poi di dover azzerare tutto (dopo questo genere di allenatori tocca quasi sempre riazzerare tutto, soprattutto nelle piazze dove il legame tra tecnico e giocatori è la base della forza, come anche nel caso di Mazzarri).

No, con Benitez è prendere o lasciare, e per questo Napoli è meglio prendere e capire che può starci anche una stagione senza trofei magari e in extrema ratio anche una stagione poi senza Champions League cercando in maniera chiara, una volta per tutte, di puntare dritto al campionato. Allo scudetto. Dunque al realismo non necessariamente a più fronti.

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