Mario Balotelli è chiamato a questo punto a una cosa sola: dimostrare tanto, se non tutto, nel prossimo mondiale.

E’ il destino di una stagione così (tra infortuni, sterili polemiche anche esterne al mondo del calcio e prestazioni a tratti impalpabili), di una carriera così (con picchi straordinari e lunghi periodi di calma piatta), di un carattere così (esuberante all’apparenza, fragile negli spogliatoi e sul campo). Una chiamata che pesa quintali, quella brasiliana, dove nel ruolo Cesare Prandelli non ha nessunissima intenzione di mettere in discussione Balotelli.

Diciamola tutta: sarà lui il centravanti/finalizzatore di una squadra statica nei ruoli, di quelle che devono indovinare tutto in tutte le zone del campo, non così compatta da potersi affidare a un attendismo che può contare sulla componente fortuna (fondamentale in competizioni di questo genere). Dovrà sentirsi sempre protetto, Balotelli. E all’esterno lo sarà. A costo di finire nel solito silenzio stampa di ogni missione azzurra che si rispetti.

Ma fin dove può arrivare Mario Balotelli? Da predestinato, potrebbe anche indovinare la competizione, un po’ come accaduto negli scorsi Europei, ma dovrà metterci del suo: l’età è ormai quella giusta, qui non si tratta più di essere giovani promesse. Si tratta di essere uomini. Di essere professionisti. Di ripagare con moneta sonante, gol e partite “dense”, uno degli ultimi allenatori disponibili ad ascoltarlo, coccolarlo, accompagnarlo verso la consacrazione. Perché Prandelli resta l’unico, al momento, a poterlo convincere a giocare da prima punta solitaria, magari spalleggiato da Seedorf che però fa più fatica a concedergli le libertà sul campo che lui vorrebbe. E Balotelli per di più vorrebbe un partner in avanti, stabilmente. Difficile gli venga concesso, anche perché Balotelli non è un assist-man, e non è neppure né un Totti né un Del Piero. Un giocatore parziale, non totale. Più vicino a un Paolo Rossi o un Totò Schillaci ma senza quella voglia matta di far gol. Particolare non minimo in partite in cui ci si gioca tutto in una notte.

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